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America’s Cup 2026, a Cagliari si definisce il piano sicurezza per la tappa di maggio

03/04/2026

America’s Cup 2026, a Cagliari si definisce il piano sicurezza per la tappa di maggio

Si è aperta poco dopo le 10, a Palazzo Bacaredda, la riunione convocata dalla prefetta Paola Dessì per mettere a fuoco il dispositivo di sicurezza in vista della tappa cagliaritana della 38ª America’s Cup, in programma dal 21 al 24 maggio 2026. Un passaggio atteso, perché l’arrivo nel capoluogo sardo di una manifestazione sportiva di rilievo mondiale impone una macchina organizzativa ampia, articolata e capace di tenere insieme esigenze molto diverse, dalla tutela degli spazi portuali alla gestione dei flussi di visitatori, fino al coordinamento delle attività in mare e sulla terraferma.

Poco prima dell’avvio dei lavori, nella Sala del Retablo, un breve punto stampa ha consentito di delineare l’impianto generale delle misure allo studio. Il quadro che emerge è quello di un evento che porterà a Cagliari atlete e atleti, team tecnici, organizzatori, centinaia di volontarie e volontari, oltre a media nazionali e internazionali, appassionati, turisti e operatori del settore. Una presenza diffusa che nei prossimi giorni tenderà ad aumentare e che richiede una pianificazione dettagliata, costruita con largo anticipo e con una regia istituzionale solida.

Un tavolo operativo per coordinare tutte le componenti dell’evento

Attorno al tavolo del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, presieduto dalla prefetta Dessì, siedono i rappresentanti delle principali istituzioni chiamate a governare la complessità dell’appuntamento. Presenti il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu, i vertici delle Forze di Polizia, della Marina Militare, della Capitaneria di porto, dei servizi di sicurezza marittima e portuale, oltre ai soggetti coinvolti nell’organizzazione logistica e operativa dell’AC38.

La composizione del tavolo offre già la misura della portata dell’evento. Non si tratta soltanto di presidiare i luoghi delle regate, ma di costruire un sistema di sicurezza integrato, in grado di accompagnare ogni fase della manifestazione. Alla base c’è una necessità precisa: assicurare che la tappa di Cagliari si svolga in condizioni di efficienza, ordine e piena fruibilità, senza lasciare margini di improvvisazione in una cornice che avrà forte esposizione internazionale.

Porto, mobilità urbana e vigilanza: i nodi principali del piano

Tra i temi affrontati figurano la gestione dell’afflusso del pubblico, la sicurezza nelle aree portuali e negli spazi di gara, i trasporti, la mobilità urbana, i piani sanitari e di protezione civile, insieme alle misure di vigilanza in mare e a terra. Si tratta di tasselli diversi, ma strettamente collegati, perché la buona riuscita di una manifestazione di questo livello dipende dalla capacità di far dialogare sicurezza pubblica, logistica, servizi e accoglienza.

Le stime richiamate nel corso del punto stampa aiutano a comprendere l’ampiezza dell’organizzazione: circa cinque team tecnici, al momento, con una presenza di circa 120 persone ciascuno, circa 250 organizzatori e circa 300 volontarie e volontari, ai quali si aggiungeranno operatori dell’informazione, pubblico specializzato e visitatori. La pressione sui nodi urbani e portuali sarà quindi significativa, con una ricaduta diretta sulla gestione della viabilità, degli accessi e dei presìdi nelle aree più sensibili.

Per Cagliari una vetrina internazionale che va oltre la competizione

Per il sindaco Zedda, la tappa della America’s Cup rappresenta un’opportunità internazionale di grande rilievo per Cagliari. L’evento viene letto come una leva di promozione che va oltre la dimensione sportiva, con possibili ricadute sul piano turistico, economico e dell’immagine. La città punta a consolidare la propria identità come destinazione legata agli sport del mare, valorizzando un contesto ambientale e climatico che consente una fruizione ampia durante l’arco dell’anno.

Il lavoro portato avanti da Comune e Regione, che ha destinato risorse importanti alla manifestazione, si muove dentro questa prospettiva. L’obiettivo non riguarda soltanto i giorni delle regate, ma anche la capacità di lasciare sul territorio un posizionamento più netto, riconoscibile e competitivo nel panorama dei grandi eventi internazionali.

La prefettura: sicurezza condivisa e dispositivo flessibile

Nel suo intervento, la prefetta Paola Dessì ha richiamato alcuni elementi del piano di sicurezza, spiegando che ulteriori passaggi tecnici saranno necessari per arrivare a un dispositivo definito, chiaro e pronto ad adattarsi alle esigenze che emergeranno man mano che l’evento entrerà nella sua fase operativa. È un punto rilevante, perché manifestazioni di questa natura richiedono strumenti capaci di evolvere in tempo reale, senza perdere coerenza nella catena di comando e nel coordinamento tra i soggetti coinvolti.

Il dato politico e istituzionale che emerge con maggiore nettezza è quello della sinergia tra istituzioni. È su questo terreno che si gioca una parte decisiva della riuscita della tappa cagliaritana: nella condivisione preventiva delle responsabilità, nella pianificazione comune e nella capacità di trasformare una grande sfida organizzativa in una prova di efficienza amministrativa e operativa all’altezza del palcoscenico internazionale che Cagliari si prepara ad accogliere.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.