AMIS, tecnologia e prevenzione per le coste: dalla ricerca ai sistemi di allerta
20/03/2026
Negli spazi dell’Autorità di Sistema Portuale al Molo Ichnusa si è svolto un incontro che segna un passaggio concreto nel modo di osservare e gestire il rischio costiero. Il progetto AMIS – Sistemi Avanzati di Monitoraggio e gemelli digitali per la sicurezza e resilienza della costa – si inserisce nel quadro del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo e riunisce competenze scientifiche, istituzioni e strumenti tecnologici con un obiettivo preciso: trasformare i dati in decisioni operative.
A introdurre i lavori è stato il direttore generale della Protezione Civile della Regione Sardegna, Mauro Merella, che ha richiamato un contesto ormai evidente anche ai territori meno esposti: eventi meteorologici sempre più intensi, tempi di risposta ridotti, maggiore pressione sulle aree costiere. Il recente passaggio del ciclone “Harry”, pur senza conseguenze tragiche, ha fornito un esempio concreto della fragilità di queste aree e della necessità di strumenti predittivi più avanzati.
Gemelli digitali e dati integrati: la nuova frontiera del monitoraggio
Il cuore del progetto AMIS risiede nell’utilizzo dei cosiddetti “gemelli digitali”, modelli virtuali che riproducono il comportamento reale delle coste attraverso l’integrazione di dati satellitari, rilievi sul campo e simulazioni numeriche. Una tecnologia che consente di osservare non solo ciò che accade, ma anche ciò che potrebbe accadere.
Sergio Deiana ha sottolineato come questi strumenti offrano una lettura più dinamica dei fenomeni costieri, rendendo possibile anticipare criticità e pianificare interventi mirati. A rafforzare questa visione, Carlo Brandini del Consorzio LaMMA ha evidenziato il valore di un approccio integrato, capace di collegare discipline diverse per affrontare un tema complesso come il dissesto idrogeologico.
Tra i risultati più significativi, la piattaforma Digital Twin e l’Atlante del rischio costiero, illustrati da Massimo Perna, rappresentano due strumenti complementari: il primo consente simulazioni evolutive degli scenari, il secondo offre una base conoscitiva condivisa, accessibile e aggiornata. Entrambi si fondano su dati provenienti da programmi europei come Copernicus, confermando il ruolo strategico delle infrastrutture digitali nella gestione del territorio.
Dalle emergenze reali ai nuovi sistemi di allerta
Uno dei momenti più rilevanti dell’incontro ha riguardato l’analisi del ciclone “Harry”, utilizzato come caso studio per valutare la risposta dei sistemi di previsione e monitoraggio. Gli interventi tecnici hanno messo in luce la complessità dell’interazione tra rischio marino e idraulico, con effetti che si amplificano reciprocamente e rendono più difficile la gestione delle emergenze.
Le testimonianze di Arpas e del Centro Funzionale Decentrato hanno restituito un quadro dettagliato: forti raffiche di vento, allagamenti costieri, esondazioni e frane che hanno interessato in particolare i bacini del Flumendosa e del Cedrino. Una sequenza di eventi che ha evidenziato la necessità di strumenti di allerta più specifici per le mareggiate.
Proprio da questa esperienza prende forma l’ipotesi di un sistema di allerta dedicato, basato su codici colore analoghi a quelli già utilizzati per il rischio idrogeologico. Un’evoluzione che punta a rendere più immediata la comunicazione verso i sindaci e le comunità locali, migliorando la capacità di risposta sul territorio e riducendo i margini di incertezza operativa.
Accanto agli strumenti previsionali, il progetto guarda anche all’innovazione applicata: robotica marina e droni aerei, presentati dal CNR, ampliano le possibilità di monitoraggio in tempo reale, permettendo rilievi più accurati anche in condizioni difficili. A completare il quadro, le strategie di comunicazione partecipativa illustrate dal CPIE, che includono strumenti interattivi pensati per coinvolgere direttamente i cittadini nella comprensione del rischio.
Il progetto AMIS si muove lungo una linea chiara: mettere in relazione ricerca, tecnologia e governance del territorio. Una direzione che riflette una trasformazione più ampia, dove la prevenzione non è più un’attività separata dall’innovazione, ma ne diventa una conseguenza diretta.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to