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Emergenza maltempo in Sardegna, oltre 250 milioni di danni: la Regione accelera sul piano degli interventi

01/03/2026

Emergenza maltempo in Sardegna, oltre 250 milioni di danni: la Regione accelera sul piano degli interventi

Il ciclone Harry e le perturbazioni che si sono susseguite dal 19 gennaio hanno lasciato un segno profondo su gran parte del territorio sardo. A Cagliari, la presidente della Regione Alessandra Todde, nella veste di Commissario delegato per l’emergenza nazionale, ha riunito il Comitato Operativo Regionale per fare il punto su numeri, priorità e tempi di una macchina amministrativa chiamata a operare in regime straordinario.

Il quadro che emerge è articolato su due livelli, nazionale e regionale, con una prima stima dei danni che supera i 250 milioni di euro – cifra ancora provvisoria – riferita al patrimonio pubblico, ai privati e alle attività produttive, escluso il comparto agricolo. I Comuni coinvolti sono 171, di cui 41 costieri, dopo l’integrazione di ulteriori 27 amministrazioni nell’ultima ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

Ricognizione e scadenze: il 5 marzo primo passaggio chiave

Il lavoro immediato riguarda la ricognizione puntuale dei danni. Comuni ed enti dovranno completarla entro il 13 marzo, trasmettendo le segnalazioni attraverso il Sistema Informativo di Protezione Civile (SIPC), che diventa il perno per uniformare dati e richieste. Tutte le comunicazioni dovranno confluire nella piattaforma, così da costruire un quadro conoscitivo coerente e aggiornato.

Prima tappa intermedia: il 5 marzo, termine fissato per l’invio del piano preliminare al Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Da quel documento dipenderà la definizione del Piano degli interventi urgenti, che potrà essere articolato per stralci e successivamente rimodulato in base all’evoluzione delle stime e all’assegnazione di ulteriori risorse. L’invio rappresenta anche un passaggio necessario per l’eventuale accesso al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea.

Sul piano finanziario, risultano già stanziati 33 milioni a livello nazionale. La Regione ha attivato 5,5 milioni con la dichiarazione dello stato di emergenza regionale e ulteriori 10 milioni nel bilancio approvato dal Consiglio. L’obiettivo dichiarato è integrare queste somme con fondi FSC e altri strumenti nazionali ed europei, così da coprire una platea di interventi che si annuncia ampia e complessa.

Struttura commissariale e interventi strutturali

Con l’ordinanza n. 1 del Commissario delegato è stata istituita un’Unità di progetto intersettoriale, coordinata dalla Direzione generale della Protezione civile e supportata dalle strutture regionali competenti. I soggetti attuatori saranno individuati di volta in volta, coinvolgendo Province, Comuni, Agenzia Forestas, Anas e altri enti. È in definizione anche un accordo con le Reti delle professioni tecniche e con l’Ordine dei geologi per garantire supporto nei sopralluoghi e nella progettazione.

Particolare attenzione è riservata al comparto agricolo, che segnala danni per circa 37 milioni di euro tra perdite produttive e danni strutturali. La ricognizione in questo settore non è ancora partita, in attesa della pubblicazione del decreto-legge varato dal Consiglio dei ministri il 18 febbraio. Nel frattempo, si valuta con il Dipartimento la possibilità di estendere il periodo coperto dalla dichiarazione di emergenza, alla luce del protrarsi di fenomeni meteorologici che hanno aggravato situazioni già compromesse.

Nel confronto al COR sono emerse anche criticità legate agli stabilimenti balneari, alle coperture assicurative per le mareggiate e ai disservizi nelle infrastrutture per la connettività. Accanto alla gestione dell’urgenza, la Regione richiama il tema della prevenzione: investimenti su dighe e opere idrauliche, in collaborazione con ENAS, e utilizzo delle risorse legate alla chiusura del PNRR e al FSC per rafforzare la resilienza territoriale.

Il passaggio dall’emergenza alla programmazione strutturale resta la linea guida indicata dalla Presidenza: rispondere ai danni immediati, ma al tempo stesso costruire strumenti capaci di ridurre l’esposizione futura a eventi meteorologici di crescente intensità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to