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Gestione idrica in Sardegna, Confagricoltura: “Subito efficientamento e interconnessione degli invasi”

23/02/2026

Gestione idrica in Sardegna, Confagricoltura: “Subito efficientamento e interconnessione degli invasi”

La disponibilità d’acqua, quest’anno, non è il problema principale. Le piogge abbondanti delle ultime settimane hanno riportato molte dighe sarde a livelli che non si registravano da tempo, consentendo di ricostituire riserve preziose sia nei bacini sia nelle falde sotterranee. Eppure, proprio ora che l’emergenza sembra allentare la presa, si impone una riflessione strutturale sulla gestione della risorsa idrica nell’Isola.

A rilanciarla è il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, intervenendo nel dibattito aperto dall’assessore regionale dei Lavori pubblici, Antonio Piu, che nei giorni scorsi ha richiamato sui social la necessità di avviare una programmazione di riordino del sistema idrico regionale.

Perdite oltre il 50% e invasi scollegati: le criticità strutturali

“Non possiamo più non intervenire nell’efficientamento delle condotte, dove ormai si perde oltre il 50% dell’acqua, e nell’interconnessione tra gli invasi”, ha ribadito Taras. Un dato, quello delle dispersioni, che fotografa con chiarezza la fragilità della rete: più della metà dell’acqua immessa nei sistemi di distribuzione non arriva a destinazione, con ricadute evidenti sull’agricoltura, ma anche sugli usi civili e industriali.

Il tema non riguarda la quantità delle infrastrutture di accumulo. La Sardegna, per numero di dighe, occupa il terzo posto in Italia dopo Lombardia e Piemonte. Il nodo, semmai, è la capacità di gestione integrata della risorsa. Bacini che restano isolati tra loro impediscono interventi tempestivi di soccorso idrico tra aree con disponibilità abbondante e territori che, in determinate fasi, soffrono carenze significative.

Secondo Confagricoltura, la creazione di collegamenti funzionali tra gli invasi rappresenterebbe uno strumento decisivo per affrontare le oscillazioni climatiche, riducendo l’impatto delle fasi di siccità e ottimizzando l’utilizzo delle scorte nei periodi più favorevoli.

Programmare fuori dall’emergenza

Taras ha espresso piena condivisione rispetto all’impostazione dell’assessore Piu, manifestando la disponibilità dell’organizzazione agricola ad avviare rapidamente un tavolo tecnico che coinvolga anche le rappresentanze del settore primario. L’obiettivo è lavorare a un piano organico di efficientamento della distribuzione e dell’uso dell’acqua, approfittando di una fase in cui i livelli di riempimento delle dighe consentono margini di programmazione più ampi.

Le precipitazioni recenti, se da un lato hanno provocato danni a diverse produzioni agricole, dall’altro hanno permesso di ricostituire riserve che da stagioni risultavano in sofferenza. In questo contesto, intervenire ora significa agire con lucidità, senza la pressione di razionamenti o limitazioni straordinarie.

Confagricoltura indica traguardi concreti: ridurre le perdite della rete dal 50% a valori inferiori al 25% e costruire una rete di interconnessione tra invasi che coinvolga le macroaree della regione. Obiettivi misurabili, che richiedono investimenti, coordinamento istituzionale e una visione tecnica condivisa.

La gestione dell’acqua, in un territorio caratterizzato da cicli climatici sempre più irregolari, non può restare affidata a interventi episodici. Serve una strategia capace di coniugare infrastrutture efficienti, manutenzione costante e pianificazione intersettoriale. Per il mondo agricolo, ma anche per le comunità e il sistema produttivo nel suo complesso, la qualità della governance idrica rappresenta una delle sfide decisive dei prossimi anni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to