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La Sardegna a Tourisma: patrimonio Unesco, musei e nuovi progetti per valorizzare l’identità dell’isola

02/03/2026

La Sardegna a Tourisma: patrimonio Unesco, musei e nuovi progetti per valorizzare l’identità dell’isola
Fonte: sito ufficiale Regione autonoma Sardegna

La Sardegna si presenta al Salone Archeologia e Turismo Culturale di Firenze con un messaggio chiaro: la tutela del patrimonio non è solo conservazione, ma responsabilità verso il futuro. Al Palazzo dei Congressi, l’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas ha illustrato le linee di intervento della Regione, richiamando il valore dei beni materiali e immateriali che definiscono l’identità dell’isola e ne rafforzano il profilo internazionale.

Un percorso che ha trovato un riconoscimento di particolare rilievo nel luglio 2025, quando le Domus de Janas sono state inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco dal Comitato competente riunito a Parigi. Un traguardo che, come ha ricordato l’assessora, è il risultato di un lavoro condiviso, avviato sin dalla proposta iniziale del CESIM e sostenuto dalla Regione sia sotto il profilo organizzativo sia finanziario. È attualmente in corso la definizione della governance del sito seriale, con conclusione prevista entro la fine del 2026.

Domus de Janas e identità preistorica

Il sito seriale “La tradizione funeraria nella Sardegna: le domus de janas” rappresenta una testimonianza di straordinaria rilevanza delle comunità preistoriche dell’isola. Le antiche tombe scavate nella roccia evocano un universo simbolico fatto di credenze, rituali e rappresentazioni che ancora oggi alimentano l’immaginario collettivo.

Il percorso di candidatura ha visto una progressiva selezione dei beni: dalle 36 componenti iniziali si è passati a 26 nel dossier definitivo, fino ai 17 siti effettivamente iscritti nella Lista Unesco. Un risultato che si aggiunge a quello di “Su Nuraxi” di Barumini, riconosciuto nel 1997, consolidando il ruolo della Sardegna nel panorama dei 61 siti Unesco italiani.

Accanto ai beni materiali, l’isola può contare anche su importanti riconoscimenti nel patrimonio immateriale: il canto a tenore, iscritto nel 2008, e la Faradda de Li Candareri di Sassari, nel 2013. Nel 2017 è stato inoltre riconosciuto patrimonio ambientale il Parco di Tepilora, che comprende i territori di Bitti, Lodè, Torpè e Posada.

Investimenti, musei e nuove infrastrutture culturali

Nel suo intervento, Portas ha richiamato l’impegno della Regione nel sostegno al comparto museale, con particolare attenzione ai musei di ente locale e di interesse locale. Tra questi il Museo civico di Cabras e il Museo Marongiu, gestito dalla Fondazione Mont’e Prama, promotrice dell’incontro fiorentino.

Il gruppo scultoreo di Mont’e Prama, con i suoi celebri Giganti, rappresenta uno dei simboli più potenti della civiltà nuragica, insieme ai nuraghi, ai villaggi, alle Tombe dei Giganti e ai templi a pozzo. Per la sua valorizzazione è stata costituita una fondazione di partecipazione dedicata, mentre la Regione continua a finanziare interventi di tutela, ricerca e promozione archeologica per un ammontare che supera i 25 milioni di euro l’anno.

Tra i progetti in corso figura la realizzazione di un sistema GIS del patrimonio culturale, strumento destinato a migliorare il coordinamento e la programmazione delle politiche di settore. È inoltre in fase di sviluppo un nuovo museo con sedi espositive a Oristano e Sanluri, dedicato alla civiltà dei Regni giudicali, espressione della maturità politica e amministrativa della Sardegna medievale.

La partecipazione a Tourisma si inserisce in questa visione strategica: non una semplice vetrina, ma un’occasione di confronto per ribadire che il patrimonio culturale dell’isola, dalle domus de janas ai nuraghi, dalle tradizioni orali ai paesaggi naturali, costituisce una risorsa viva, da custodire e rendere accessibile, perché continui a generare conoscenza, coesione e sviluppo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to