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Lavoro e formazione, la Sardegna punta su settori innovativi per ridurre il divario occupazionale

25/03/2026

Lavoro e formazione, la Sardegna punta su settori innovativi per ridurre il divario occupazionale

Ridurre il divario tra formazione e mercato del lavoro, correggere gli squilibri dell’offerta e costruire occasioni concrete di occupazione per giovani e donne. È questa la linea rivendicata dall’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca, intervenuta alla Camera dei Deputati nel corso del convegno “Mismatch e Orientamento: la filiera professionale e il ruolo delle Regioni”, dove ha illustrato l’impostazione adottata dalla Sardegna per affrontare una situazione occupazionale giudicata particolarmente critica al momento dell’insediamento della Giunta.

Il punto di partenza, ha spiegato l’assessora, è stato un lavoro di analisi fondato sui dati. La decisione di rendere operativo l’Osservatorio del lavoro ha consentito infatti di leggere con maggiore precisione la composizione della domanda formativa e di individuare una distorsione ritenuta significativa: l’85% delle richieste si concentrava nel settore del benessere, un’area che, pur importante, non risultava coerente con le reali esigenze del mercato del lavoro regionale. Da questa evidenza è maturata una scelta politica netta, orientata a riequilibrare l’offerta formativa, limitando i percorsi già saturi e concentrando maggiori risorse sui comparti considerati più strategici.

Più investimenti nei comparti ad alto potenziale occupazionale

Secondo quanto illustrato da Manca, la Regione ha deciso di spostare il baricentro della programmazione verso ambiti innovativi e ad alta capacità di assorbimento occupazionale. In questa direzione si colloca lo stanziamento di 50 milioni di euro destinato allo sviluppo della formazione nel settore aeronautico, con percorsi dedicati a figure professionali finora assenti nell’offerta regionale ma oggi ritenute decisive per ampliare le opportunità di impiego.

I nuovi percorsi riguarderanno profili come assistenti di volo, piloti, manutentori, tecnici radar e operatori di droni, figure che si inseriscono in filiere complesse e in evoluzione, legate sia alla mobilità sia allo sviluppo tecnologico. La scelta di investire in questo comparto segnala una volontà precisa: uscire da una logica di formazione ripetitiva e spesso poco collegata ai fabbisogni reali, per costruire invece un’offerta capace di intercettare nuove professionalità e di trattenere competenze sul territorio.

Accanto al settore aeronautico, la Regione ha attivato anche percorsi legati all’innovazione, con hub dedicati all’intelligenza artificiale e al settore audiovisivo. Due aree molto diverse tra loro, ma accomunate dalla possibilità di aprire spazi nuovi per i giovani, soprattutto in una regione che per lungo tempo ha sofferto la carenza di percorsi specializzati in grado di offrire sbocchi moderni e competitivi.

Formazione e impresa più vicine con il progetto Filo Sardegna

Un altro tassello della strategia regionale è rappresentato da Filo Sardegna, misura pensata per collegare in modo più diretto il sistema della formazione con quello delle imprese. L’obiettivo, nelle parole dell’assessora, è chiaro: accompagnare i giovani non soltanto verso un corso, ma verso una reale possibilità di assunzione. In questo senso, il progetto prova a superare una delle criticità più frequenti delle politiche formative, cioè la distanza tra i contenuti dei percorsi e le necessità effettive del tessuto produttivo.

Il principio richiamato è quello di una formazione non autoreferenziale, ma costruita sulle domande concrete del mercato del lavoro. Una linea che punta a ridurre il mismatch, cioè lo scarto tra competenze richieste dalle imprese e profili formati dai sistemi educativi e professionali, tema che resta centrale nel dibattito nazionale e che proprio il convegno alla Camera ha posto al centro del confronto tra istituzioni.

Trattenere i giovani sull’Isola e costruire un sistema più moderno

Nella parte finale del suo intervento, Desirè Manca ha riportato il ragionamento su una questione di fondo che attraversa da tempo la Sardegna: la necessità di offrire ai giovani la possibilità di formarsi e lavorare senza essere costretti a lasciare l’Isola. Per troppo tempo, ha osservato, molti ragazzi hanno dovuto cercare altrove competenze e opportunità che il contesto regionale non era in grado di garantire.

L’obiettivo dichiarato è dunque invertire questa tendenza, gettando le basi per un sistema formativo moderno, maggiormente collegato al lavoro e capace di restituire non soltanto sbocchi professionali, ma anche dignità e prospettiva. È una sfida che riguarda insieme politiche attive, programmazione formativa e sviluppo economico, e che richiede tempi lunghi e continuità nelle scelte. Ma il messaggio politico lanciato alla Camera è netto: per la Regione Sardegna il tema non è più soltanto aumentare i corsi disponibili, bensì orientare in modo più efficace la formazione verso ciò che può davvero generare occupazione e ridurre le fragilità del mercato del lavoro.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.