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L’Olio di Capaci arriva nelle diocesi del Sassarese: memoria civile e valore spirituale in un gesto condiviso

07/04/2026

L’Olio di Capaci arriva nelle diocesi del Sassarese: memoria civile e valore spirituale in un gesto condiviso

Un simbolo nato nel luogo della ferita si trasforma in segno di memoria, legalità e fede. Nella giornata di oggi la Polizia di Stato ha consegnato l’“Olio di Capaci” ai vescovi delle diocesi della provincia di Sassari, raggiungendo le sedi di Sassari, Ozieri, Tempio-Ampurias e Alghero-Bosa. Un gesto dal forte significato istituzionale e umano, che unisce il ricordo delle vittime della mafia a una testimonianza concreta di impegno civile e spirituale.

L’iniziativa si colloca nel solco del progetto promosso dall’associazione Quarto Savona 15, nato per volontà di Tina Montinaro, vedova del capo scorta Antonio Montinaro, tra le vittime della strage di Capaci. Al centro di questo percorso c’è una materia semplice e potentissima: l’olio ottenuto dagli ulivi piantati nei pressi del luogo dell’attentato, all’interno del Giardino della Memoria Quarto Savona 15, spazio inaugurato nel 2017 e dedicato a tutte le vittime innocenti della violenza mafiosa.

Dal luogo della strage a un segno di rinascita

Il valore dell’Olio di Capaci risiede anzitutto nella sua origine. Nasce in un luogo che appartiene in modo indelebile alla storia italiana, ma che negli anni è stato trasformato in un presidio di memoria attiva. Il Giardino della Memoria non custodisce soltanto il ricordo del dolore: afferma una volontà di continuità, di presenza, di responsabilità collettiva. Gli ulivi piantati accanto a quel tratto di autostrada diventano così una forma di testimonianza viva, capace di restituire al tempo una funzione diversa da quella del semplice ricordo.

La consegna delle ampolle alle diocesi italiane si inserisce proprio in questa prospettiva. L’olio, attraverso la consacrazione, potrà diventare Sacro Crisma ed essere utilizzato per l’amministrazione dei sacramenti, assumendo un significato che oltrepassa la dimensione commemorativa e si colloca anche su un piano profondamente spirituale. È un passaggio che lega la memoria pubblica a un linguaggio universale, fatto di cura, consacrazione e trasmissione di valori.

Un’alleanza tra istituzioni nel nome della legalità

La consegna nelle diocesi del Sassarese rappresenta anche un momento di incontro tra istituzioni civili e religiose, chiamate a condividere una responsabilità comune nella diffusione dei principi di giustizia, rispetto della dignità umana e rifiuto di ogni forma di violenza mafiosa. In questo senso, l’iniziativa supera la dimensione del rito per assumere il valore di un messaggio pubblico, rivolto all’intera comunità.

La Polizia di Stato ribadisce attraverso questo gesto il proprio impegno nel mantenere viva la memoria delle vittime della mafia, ma anche nel promuovere una cultura della legalità capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni. È qui che il simbolo acquista la sua forza più piena: non nella celebrazione di un passato immobile, ma nella capacità di trasformare il ricordo in educazione civile, in testimonianza condivisa, in assunzione di responsabilità.

L’Olio di Capaci consegnato ai vescovi delle diocesi di Sassari, Ozieri, Tempio-Ampurias e Alghero-Bosa porta con sé tutto questo. La memoria di una strage che ha segnato il Paese, la dignità di chi ha scelto di custodirla senza retorica, la volontà di tradurre il dolore in un segno che attraversa istituzioni, territori e coscienze. Un gesto sobrio, ma densissimo, in cui la legalità si intreccia con la memoria e con una speranza affidata ai simboli che sanno resistere nel tempo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.