Minori e violenza urbana, due misure cautelari per la “banda del Monte”
28/02/2026
All’alba, la Squadra Mobile, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare con collocamento in comunità, disposte dal Tribunale per i Minorenni di Sassari, nei confronti di due adolescenti ritenuti appartenenti a un gruppo giovanile noto come “banda del Monte”. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e vale, per gli indagati, il principio di presunzione di innocenza.
L’intervento giudiziario arriva dopo settimane di episodi violenti che avevano generato inquietudine diffusa: aggressioni a passanti, rapine ai danni di coetanei e di esercizi commerciali, danneggiamenti con modalità riconducibili alle cosiddette “spaccate” contro bar e tabacchini. In un primo momento i fatti apparivano isolati; l’analisi incrociata delle immagini di videosorveglianza, unita a servizi mirati di osservazione e pedinamento, avrebbe consentito agli investigatori di ricondurli a un gruppo organizzato di giovani provenienti dal quartiere Monte Rosello.
L’indagine: ricostruire i collegamenti, fermare l’escalation
Secondo quanto emerso dai primi riscontri, il gruppo si muoveva con assetti variabili: talvolta in numero consistente, talvolta in piccoli nuclei. Le condotte contestate comprendono pestaggi che, in alcuni casi, hanno comportato il ricovero delle vittime per fratture, oltre a molestie e rapine. La Procura per i Minorenni ha ritenuto sussistenti esigenze cautelari nei confronti di quelli che vengono indicati, allo stato, come figure di riferimento del sodalizio, chiedendo e ottenendo la misura della permanenza in comunità.
Contestualmente alle ordinanze sono state eseguite cinque perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti giovani ritenuti coinvolti, finalizzate alla ricerca di elementi utili all’approfondimento investigativo. La scelta di intervenire con provvedimenti cautelari mira a interrompere una sequenza di azioni che aveva alimentato allarme sociale e senso di vulnerabilità tra residenti e commercianti.
Il contesto: prevenzione, responsabilità, comunità
Monte Rosello è un quartiere complesso, segnato da fragilità economiche e carenza di opportunità educative. In simili contesti la prevenzione richiede una regia che superi la sola risposta repressiva: scuola, servizi sociali, associazionismo e famiglie diventano attori decisivi nel costruire percorsi alternativi per gli adolescenti più esposti. La misura della comunità, prevista dall’ordinamento minorile, ha una valenza anche educativa: punta a contenere il rischio di reiterazione e a favorire un lavoro individualizzato sul minore.
L’inchiesta prosegue per delineare responsabilità e ruoli, mentre la città si interroga sulle radici di un fenomeno che tocca la sicurezza ma anche la coesione sociale. L’equilibrio tra tutela delle vittime e garanzie degli indagati resta il perno di un percorso che si svilupperà nelle sedi giudiziarie competenti.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.