Pesca in Sardegna, più fondi per i danni dei cormorani e confronto sulle emergenze del comparto
25/03/2026
Più risorse per gli indennizzi ai pescatori colpiti dai danni provocati dai cormorani, un nuovo confronto sulla difficile situazione del riccio di mare e l’attenzione crescente verso gli effetti del ciclone Harry e del rincaro del gasolio sul comparto ittico sardo. Sono questi i principali temi affrontati nel corso del Tavolo blu riunito questa mattina nella sala dell’ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura, alla presenza delle associazioni di categoria della pesca.
L’incontro ha avuto un taglio operativo e si è concentrato sui dossier più urgenti che interessano un settore già messo sotto pressione da eventi climatici, criticità ambientali e costi di gestione in aumento. Il confronto ha rappresentato anche un passaggio importante per illustrare agli operatori le nuove direttive regionali in materia di ristori, con l’obiettivo dichiarato di correggere le distorsioni emerse negli anni scorsi e rendere le misure più aderenti alla realtà delle imprese lagunari.
Nuovo bando per i danni dei cormorani, aumentano le risorse
Al centro della riunione c’è stata l’illustrazione del decreto che definisce le direttive per il nuovo bando sugli indennizzi dei danni causati dai cormorani nelle lagune della Sardegna. Il provvedimento si basa sul nuovo sistema di censimento rivisto nelle scorse settimane dalla Giunta regionale e recepisce le richieste avanzate dagli operatori del comparto, con l’intento di rendere il meccanismo di ristoro più vicino ai danni effettivamente subiti.
La novità più rilevante riguarda la dotazione economica. A fronte dei 900 mila euro previsti nell’ultimo bando, l’Assessorato dell’Agricoltura ha annunciato ora una disponibilità complessiva di almeno 3,6 milioni di euro per coprire le due annualità ancora da erogare, vale a dire il periodo 2024-2025 e quello 2025-2026. La pubblicazione del bando è prevista per il 10 aprile, subito dopo la conclusione dei censimenti del 2026.
Secondo l’assessore Francesco Agus, la scelta punta a superare le criticità che hanno segnato le precedenti procedure e a garantire ristori più equi, fondati su dati aggiornati e su un metodo condiviso con i pescatori. Per molte attività produttive lagunari, il tema non è secondario: la presenza dei cormorani incide da anni sulla sostenibilità economica del lavoro e ha alimentato una richiesta costante di interventi più efficaci e più coerenti con l’entità del danno reale.
Riccio di mare, la ricerca di un equilibrio tra tutela e lavoro
Nel corso del Tavolo blu sono stati inoltre esaminati i dati parziali sulla pesca del riccio di mare, tema che continua a rappresentare uno dei nodi più delicati per il comparto. Il confronto si è concentrato sulla necessità di individuare percorsi praticabili che consentano di proteggere gli operatori e, allo stesso tempo, di accompagnare il recupero graduale della risorsa, da tempo in forte sofferenza.
La questione, anche in questo caso, richiede un equilibrio complesso. Da un lato c’è la necessità di tutelare l’ecosistema e di evitare ulteriori pressioni su una risorsa già fragile; dall’altro c’è il tema del lavoro di chi opera in questo segmento della pesca e chiede prospettive concrete dopo anni in cui non si è riusciti a trovare una soluzione soddisfacente. L’assessore Agus ha ribadito proprio questo punto, sottolineando la volontà di costruire insieme alle associazioni di categoria un percorso che riesca finalmente a tenere insieme salvaguardia ambientale e sostenibilità economica.
Maltempo, caro carburanti e tensioni internazionali preoccupano il settore
Una parte importante dell’incontro è stata dedicata anche alle emergenze più recenti che stanno interessando il comparto, a partire dai danni causati dal ciclone Harry. Si tratta di un ulteriore elemento di criticità per imprese che arrivano già da mesi segnati da piogge intense, mareggiate e condizioni meteorologiche sfavorevoli, con ricadute dirette sull’attività in mare e sulle produzioni.
A questo si aggiunge la preoccupazione per le ripercussioni economiche dei recenti sviluppi dei conflitti in Medio Oriente, in particolare per l’aumento del costo del gasolio. Per il sistema produttivo isolano, e in misura ancora più marcata per agricoltura e pesca, il rincaro dei carburanti rischia di tradursi in un aggravio ulteriore su costi già molto elevati. Agus ha evidenziato come la Regione condivida con le associazioni di categoria una forte preoccupazione per l’evoluzione dello scenario internazionale e per le conseguenze che potrebbe avere sull’equilibrio economico delle imprese sarde.
La linea annunciata dall’Assessorato è quella di monitorare con attenzione il quadro nazionale ed europeo, valutando, se necessario, anche interventi regionali integrativi a sostegno delle imprese. È un segnale politico che indica la consapevolezza della fase delicata attraversata dal settore, stretto tra emergenze ambientali, fragilità produttive e una crescente incertezza economica.
Il Tavolo blu ha così confermato la volontà della Regione di mantenere aperto un confronto costante con il mondo della pesca, provando a trasformare richieste, criticità e urgenze in misure più aderenti ai bisogni reali delle aziende. Per un comparto che in Sardegna ha un peso economico, sociale e identitario rilevante, la capacità di costruire risposte tempestive e credibili resta un passaggio decisivo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to