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Piano Paesaggistico Regionale, la Sardegna avvia il percorso di aggiornamento

09/04/2026

Piano Paesaggistico Regionale, la Sardegna avvia il percorso di aggiornamento

La Sardegna apre una nuova fase nella pianificazione del territorio con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della delibera che dà ufficialmente avvio all’aggiornamento, alla verifica e all’adeguamento del Piano Paesaggistico Regionale. Si tratta di un passaggio politico e amministrativo di rilievo, perché rimette al centro uno degli strumenti più delicati per il governo dell’isola: quello che deve tenere insieme tutela del paesaggio, regole urbanistiche, sviluppo sostenibile e visione di lungo periodo.

L’obiettivo dichiarato è arrivare alla definizione di un quadro di riferimento omogeneo per l’intero territorio regionale, superando frammentazioni, disallineamenti applicativi e letture parziali che negli anni hanno reso più complesso il rapporto tra pianificazione, amministrazioni locali e trasformazioni del territorio. La delibera segna dunque l’inizio di un percorso che non si esaurisce in un atto formale, ma apre una stagione di lavoro destinata a incidere sulle scelte future in materia di urbanistica e paesaggio.

Una revisione che nasce dall’esperienza accumulata sul territorio

Secondo quanto spiegato dall’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, il provvedimento arriva al termine di un lavoro portato avanti nell’arco di due anni e maturato attraverso un’attività di riordino del quadro complessivo. A pesare, in questa impostazione, è stata soprattutto l’osservazione concreta dei processi di adeguamento dei Piani Urbanistici Comunali al PPR in diversi centri dell’isola, insieme all’ascolto sviluppato nelle fasi di redazione e di applicazione della Legge regionale n. 20.

È un passaggio importante, perché lascia intravedere un cambio di metodo. L’aggiornamento del Piano non viene presentato come una riscrittura astratta o come una revisione chiusa negli uffici tecnici, ma come il risultato di una lettura accumulata sul campo, dentro il confronto con i Comuni, con le pratiche amministrative già avviate e con le criticità emerse nell’attuazione delle norme urbanistiche regionali. In altre parole, il nuovo percorso prende forma a partire dall’esperienza, non da un’impostazione teorica separata dalla realtà dei territori.

Comuni, associazioni e professioni dentro una pianificazione condivisa

Uno degli elementi più qualificanti della delibera riguarda il metodo partecipativo che la Regione intende adottare. Il percorso di pianificazione paesaggistica, infatti, viene costruito attorno a un principio di condivisione, con il coinvolgimento attivo dei Comuni e il confronto con associazioni, ordini professionali e sindacati. La scelta punta a superare l’idea di una pianificazione calata dall’alto, spesso percepita come rigida o distante dai contesti locali, per orientarsi verso un modello più dinamico e più aderente ai bisogni reali dei territori.

In questa chiave, la tutela del paesaggio non viene descritta come un vincolo separato dalle prospettive di crescita, ma come parte di un progetto più ampio, dentro il quale ambiente, qualità urbana e innovazione possono procedere insieme. È la stessa linea che, nelle parole dell’assessore, emerge dall’esperienza maturata con i progetti di rigenerazione urbana e con l’attuazione della Legge regionale n. 20: proteggere il paesaggio non significa immobilizzare il territorio, ma costruire condizioni più solide e più intelligenti per il suo sviluppo.

Dentro questa visione, il paesaggio non è trattato come uno sfondo da conservare in modo passivo, ma come un patrimonio vivo, capace di generare anche valore economico e sociale. È una formulazione che prova a spostare il discorso pubblico oltre la contrapposizione, spesso sterile, tra tutela e trasformazione, e che attribuisce alla pianificazione il compito di governare questo equilibrio con maggiore precisione.

Nuova governance e supporto scientifico per il futuro del territorio

La delibera approvata dalla Giunta disegna anche una nuova architettura di governo del processo. È prevista l’istituzione di un Comitato di indirizzo, con il coinvolgimento di tutti gli assessorati regionali, a conferma del fatto che il governo del territorio non può essere confinato a una sola competenza amministrativa, ma richiede una lettura trasversale che tocchi ambiente, urbanistica, infrastrutture, sviluppo economico e coesione territoriale.

A questo si aggiunge un Comitato Scientifico di esperti e la previsione di accordi di collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari, chiamate a offrire un supporto tecnico e scientifico qualificato. È un’impostazione che rafforza la struttura del percorso e segnala la volontà di costruire il nuovo aggiornamento del PPR su basi metodologiche solide, evitando improvvisazioni o letture esclusivamente politiche di un tema che richiede competenze complesse e un forte radicamento conoscitivo.

Il lavoro procederà per fasi, partendo dalle coste per arrivare successivamente alle zone interne, in un quadro di co-pianificazione costante con il Ministero della Cultura. La scansione progressiva lascia intendere una strategia che vuole tenere insieme gradualità e metodo, con ulteriori delibere destinate a definire più nel dettaglio linee guida e cronoprogramma. È in questa fase successiva che si comprenderà meglio il perimetro operativo del nuovo corso.

Per ora, il dato politico più rilevante è l’apertura di un cantiere istituzionale che prova a riscrivere il rapporto tra tutela, pianificazione e sviluppo in Sardegna. Il futuro del territorio, come sottolineato dalla Regione, non può essere affrontato con scorciatoie né con formule precostituite. Richiede serietà, strumenti adeguati e la capacità di ascoltare chi vive quotidianamente l’isola. L’aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale parte da qui, e si presenta come uno dei passaggi più delicati per definire il profilo della Sardegna dei prossimi anni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to