Sardegna a Foodex Japan, l’enogastronomia isolana cerca spazio stabile nel mercato asiatico
23/03/2026
La presenza della Sardegna alla 51ª edizione di Foodex Japan, la più importante manifestazione fieristica agroalimentare del Giappone, conferma una linea precisa della politica regionale per l’internazionalizzazione: portare i prodotti simbolo dell’Isola dentro contesti commerciali ad alta intensità competitiva, dove la qualità da sola non basta e deve essere accompagnata da relazioni, continuità istituzionale e capacità di lettura dei mercati. A Tokyo, dal 10 al 13 marzo, la Regione ha scelto di presentarsi con una selezione che restituisce bene l’identità produttiva sarda, mettendo insieme vino, pane tradizionale, tonno, bottarga e pecorino.
La partecipazione delle otto imprese sarde, coordinate dall’Assessorato dell’Industria all’interno della collettiva italiana organizzata da ICE Agenzia presso il centro fieristico Big Sight, si colloca dentro un disegno più ampio, che guarda al Giappone e all’area Asia Pacifico come a uno spazio commerciale da presidiare con continuità. L’elemento più interessante, in questa operazione, riguarda proprio la scelta di non limitarsi alla promozione occasionale, ma di lavorare sul posizionamento del brand Sardegna in un ambiente nel quale contano reputazione, affidabilità e capacità di costruire un racconto coerente attorno ai prodotti.
Dalle cantine al pane tradizionale, la Sardegna porta a Tokyo una filiera identitaria
La delegazione sarda ha presentato un ventaglio di produzioni che riflette in modo piuttosto fedele la varietà del patrimonio agroalimentare regionale. Per il comparto vitivinicolo erano presenti Su’entu di Sanluri, Tenute Soletta di Codrongianos e la rete agricola Sardinia Terroirs, che riunisce nove produttori provenienti da territori diversi dell’Isola. Sul versante della panificazione tradizionale hanno trovato spazio il carasau del panificio Bulloni di Bitti e la pergamena di pane del panificio Cherchi di Alghero, due esempi che mostrano come anche i prodotti più radicati nella cultura locale possano essere proposti in chiave internazionale senza perdere autenticità.
La presenza del comparto ittico, affidata a Carloforte Tonnare e a Blue Marlin di Mogoro per la bottarga, ha aggiunto alla proposta sarda un segmento ad alto valore identitario e commerciale. A completare il quadro è stato il pecorino sardo della Lait Latteria Ittiri, cooperativa che riunisce circa 350 soci conferitori e che porta con sé un’idea di produzione profondamente legata al tessuto economico e sociale del territorio.
Questa selezione non appare casuale. La Regione ha scelto di puntare su prodotti che possiedono una forte riconoscibilità, un profilo qualitativo definito e una storia produttiva che può dialogare con un mercato attento alla provenienza, alla lavorazione e alla distintività. Il Giappone, sotto questo aspetto, rappresenta un banco di prova esigente: apprezza la qualità, ma richiede precisione, continuità e una costruzione commerciale capace di andare oltre la suggestione del prodotto tipico.
Degustazioni, relazioni e buyer: la promozione si gioca sulla capacità di creare mercato
Tra i momenti più significativi della partecipazione sarda a Foodex Japan c’è stato l’evento che ha coinvolto istituzioni, aziende, buyer potenziali e stampa locale, durante il quale lo chef stellato Yoshimi Hidaka ha firmato un menù esclusivo utilizzando ingredienti forniti dai produttori sardi. Un’iniziativa di questo tipo assume valore quando riesce a fare da ponte tra cultura gastronomica e opportunità di business, mostrando ai professionisti del settore come quei prodotti possano essere reinterpretati, collocati e raccontati in un contesto diverso da quello d’origine.
Nel corso della serata, la funzionaria dell’Assessorato dell’Industria Gaia De Donato, portando i saluti dell’assessore Emanuele Cani, ha richiamato il significato strategico della presenza sarda a Tokyo, collocandola nel rafforzamento delle relazioni istituzionali ed economiche tra Sardegna e Giappone, in continuità con la partecipazione all’Expo 2025 di Osaka. Il richiamo alla terza edizione della presenza dell’assessorato a Foodex suggerisce una volontà politica chiara: rendere il mercato giapponese un riferimento stabile per le imprese isolane che hanno le caratteristiche per affrontarlo.
Un altro passaggio rilevante è stato il cooking show ospitato nello spazio espositivo della Regione, introdotto dal direttore dell’ufficio ICE di Tokyo Giampaolo Bruno, che ha sottolineato il ruolo dell’agenzia nell’accompagnare le imprese sarde in un percorso di internazionalizzazione strutturato. Il punto, qui, è molto concreto: degustazioni, show cooking e incontri istituzionali funzionano quando vengono trasformati in canali di accesso commerciale, contatti affidabili, occasioni di distribuzione e relazioni durature con operatori locali.
Non a caso, il calendario degli impegni si è chiuso con una visita, promossa da ICE, a due catene della grande distribuzione alimentare. È un dettaglio che racconta bene la direzione del progetto. Il mercato giapponese non si conquista con la sola esposizione fieristica, ma attraverso una conoscenza puntuale dei canali di vendita, dei meccanismi distributivi e delle aspettative dei consumatori. La Sardegna, presentandosi con una filiera selezionata e con un accompagnamento istituzionale definito, prova a collocare le sue eccellenze dentro questo orizzonte, cercando meno visibilità episodica e più spazio commerciale reale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.