Caricamento...

Sardegna365 Logo Sardegna365

Sardegna in vetrina a tourismA: l’Unesco come leva, la tutela come metodo

03/03/2026

Sardegna in vetrina a tourismA: l’Unesco come leva, la tutela come metodo
fonte: Di Bandiera ufficiale RAS.jpg: icnussa / opera derivata: Xander89 - Opera propria basata su: Bandiera ufficiale RAS.jpg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7167263

Firenze, Palazzo dei Congressi: con l’apertura di tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, la Sardegna torna a presentarsi come un laboratorio a cielo aperto di patrimonio materiale e immateriale. Nel suo intervento, l’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas ha insistito su un punto che, nel dibattito pubblico, rischia spesso di restare sullo sfondo: la valorizzazione non è una cornice promozionale, bensì un lavoro quotidiano di cura, responsabilità e trasmissione alle comunità e alle generazioni future.

Domus de janas, dal riconoscimento al “dopo”: governance e gestione del sito seriale

Il passaggio chiave, ricordato dall’assessora, è il traguardo del 12 luglio 2025, quando il Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Parigi ha iscritto il sito seriale “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” nella Lista UNESCO, diventando il 61° sito italiano riconosciuto.

Portas ha rivendicato il sostegno regionale alla candidatura fin dalla prima proposta avanzata dal CeSIM Sardegna, rimarcando anche la fase che oggi conta di più: la costruzione della governance del sito seriale, passaggio indispensabile per coordinare tutela, fruizione, manutenzione e ricerca in un sistema composto da più componenti territorialmente distribuite.
La forza evocativa delle domus de janas, “case delle fate” nella tradizione popolare, sta nella loro capacità di restituire un immaginario antico fatto di rituali, credenze e rappresentazioni del mondo dei vivi trasferite nella dimensione funeraria; per l’UNESCO, il valore universale si lega anche alla portata archeologica e alla testimonianza delle comunità neolitiche sarde.

Un patrimonio che chiede investimenti continui: musei, aree archeologiche, strumenti digitali

Nel quadro ricordato dall’assessora, l’Unesco non è un trofeo isolato. La Sardegna può contare su “Su Nuraxi” di Barumini (in Lista dal 1997) e su due riconoscimenti immateriali: il Canto a tenore (2008) e la Faradda de Li Candareri (2013).
Sul versante ambientale, è stato richiamato anche il riconoscimento legato al Parco di Tepilora.

Portas ha poi spostato il fuoco dalle liste alla macchina operativa: sostegno al comparto museale, attenzione a realtà come il Museo Civico di Cabras e il Museo Marongiu legato alla Fondazione Mont’e Prama, oltre agli interventi su tutela e valorizzazione archeologica che la Regione quantifica in oltre 25 milioni di euro annui.
Tra gli strumenti di pianificazione citati figura anche un GIS del patrimonio culturale per migliorare coordinamento e programmazione, insieme al progetto di un museo con sedi espositive a Oristano e Sanluri dedicato alla civiltà dei Regni giudicali.

tourismA 2026 si svolge al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, e la presenza sarda si inserisce in una manifestazione che punta a connettere ricerca, divulgazione e filiere del turismo culturale.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.