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Sardegna, la Giunta estende all’intero sistema regionale il modello operativo per l’uso dei droni

06/04/2026

Sardegna, la Giunta estende all’intero sistema regionale il modello operativo per l’uso dei droni

La Regione Sardegna amplia l’utilizzo dei droni e delle tecnologie a pilotaggio remoto, trasformando un’esperienza maturata nella protezione civile in un modello operativo destinato a tutte le strutture dell’amministrazione regionale. La decisione è contenuta in una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente e della Protezione Civile, Rosanna Laconi, e segna un passaggio organizzativo rilevante per le attività di monitoraggio, controllo e prevenzione sul territorio.

Il nuovo assetto consente agli uffici regionali di utilizzare l’infrastruttura tecnica già costruita dalla Direzione generale della Protezione Civile, che dispone di operatori certificati, piloti qualificati e una flotta di quadricotteri. In questo modo, le diverse articolazioni dell’amministrazione potranno servirsi di una struttura già attiva e collaudata, evitando di dover costituire autonomamente un proprio operatore aeronautico. La logica del provvedimento è quella di centralizzare competenze e strumenti, riducendo sovrapposizioni e favorendo una gestione più uniforme delle attività legate ai sistemi a pilotaggio remoto.

Un percorso iniziato con il protocollo firmato con ENAC

La delibera si inserisce in un percorso avviato il 24 giugno 2024, quando la Regione aveva sottoscritto un protocollo d’intesa con ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Quell’accordo ha posto le basi tecniche e regolatorie per l’impiego dei droni in ambito pubblico, definendo standard operativi, regole condivise e modalità di utilizzo attraverso un tavolo tecnico congiunto.

Da quel lavoro sono arrivati risultati concreti. È stato approvato il primo scenario operativo specifico per attività di monitoraggio territoriale in spazi aerei non segregati, mentre il personale del Nucleo UAS della Protezione Civile regionale ha ottenuto anche la qualifica di formatore per i nuovi scenari. Un passaggio che rafforza non soltanto la capacità operativa della struttura, ma anche quella di trasferire competenze e consolidare procedure comuni all’interno dell’apparato pubblico regionale.

Coordinamento unico regionale per evitare duplicazioni

La scelta di estendere il modello all’intero sistema Regione risponde anche a una precisa indicazione formulata da ENAC, che ha chiesto alla Protezione Civile sarda di assumere un ruolo di coordinamento unico a livello regionale. L’obiettivo è evitare la moltiplicazione di accordi separati, tavoli tecnici distinti e procedure differenti per attività che presentano caratteristiche operative analoghe.

Un primo passo in questa direzione era già stato compiuto nel settembre 2025, quando la Giunta aveva approvato un protocollo che coinvolgeva il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. La delibera approvata ora amplia quel modello e lo rende disponibile per tutte le strutture dell’amministrazione regionale, con l’intento di costruire un sistema più integrato e coerente nell’uso delle tecnologie a pilotaggio remoto.

Mezzi, piloti certificati e applicazioni trasversali

Il protocollo definisce in modo puntuale ruoli e responsabilità. La Direzione generale della Protezione Civile mette a disposizione mezzi, piloti certificati e competenze operative, mentre le direzioni che aderiscono al modello devono individuare le esigenze specifiche, assicurare l’accessibilità alle aree di volo e utilizzare i dati raccolti per le rispettive finalità istituzionali. L’impianto organizzativo, pur fondato su un coordinamento centrale, lascia quindi spazio all’autonomia operativa delle singole strutture.

Le applicazioni previste sono ampie e trasversali. I droni potranno essere impiegati nella gestione delle emergenze, nel monitoraggio ambientale, nel controllo delle infrastrutture, nella tutela degli ecosistemi e nel supporto alle politiche di pianificazione e sviluppo sostenibile. Il valore aggiunto di questo sistema sta nella possibilità di acquisire informazioni più rapide e precise, migliorando la tempestività degli interventi e la qualità dei dati a disposizione delle strutture regionali.

Innovazione tecnologica al servizio di sicurezza e territorio

Nel commentare il provvedimento, l’assessora Rosanna Laconi ha sottolineato come un progetto nato in ambito di protezione civile diventi ora patrimonio operativo dell’intero sistema pubblico regionale. Il punto, nella lettura dell’assessorato, non è soltanto l’adozione di una nuova tecnologia, ma la messa a disposizione di una infrastruttura già sperimentata e costruita in collaborazione con ENAC, in grado di rendere più efficace il lavoro delle amministrazioni.

Con questa delibera, la Regione Sardegna rafforza un modello amministrativo più coordinato, interconnesso e orientato all’efficienza. L’innovazione, in questo caso, prende forma attraverso strumenti concreti che possono incidere sulla sicurezza, sulla tutela ambientale e sulla capacità di programmare lo sviluppo del territorio con maggiore precisione e tempestività.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to