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Sardegna, nuove linee guida sui tirocini sociali: più flessibilità e indennità oltre i 500 euro

27/03/2026

Sardegna, nuove linee guida sui tirocini sociali: più flessibilità e indennità oltre i 500 euro

La Regione Sardegna aggiorna in modo significativo la disciplina dei tirocini di orientamento, formazione e inclusione sociale, con l’obiettivo di rendere questi strumenti più aderenti ai cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro e nelle condizioni sociali degli ultimi anni. La Giunta ha infatti approvato le nuove linee guida che andranno a sostituire la normativa del 2015, ritenuta ormai non più adeguata a rispondere alle esigenze delle persone più fragili e ai nuovi bisogni emersi nei territori.

A spiegare il senso della riforma è stata l’assessora del Lavoro Desirè Manca, che ha sottolineato come negli ultimi dieci anni siano cresciute forme di vulnerabilità spesso poco visibili, soprattutto tra i giovani che non studiano e non lavorano. Secondo l’assessora, dietro i dati sui Neet ci sono storie individuali, percorsi interrotti, difficoltà familiari e sociali che richiedono strumenti più flessibili e più capaci di accompagnare concretamente le persone verso un percorso di inclusione. Proprio da questa consapevolezza è nato il lavoro che ha portato al nuovo impianto normativo, costruito a partire dall’ascolto di operatori, servizi sociali ed enti locali.

Superata la disciplina del 2015, giudicata ormai inadeguata

Le nuove linee guida nascono dalla necessità di superare una disciplina ferma da anni, che nel tempo ha mostrato limiti evidenti nel rispondere ai mutamenti del contesto sociale ed economico. La riforma interviene in particolare sui percorsi rivolti ai soggetti che, al momento dell’attivazione del tirocinio, risultano già presi in carico dai servizi sociali professionali o dai servizi sanitari pubblici competenti. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi di inclusione e ridurre le rigidità che, finora, hanno reso meno incisivi molti percorsi.

La Regione punta così a costruire un sistema più aderente alla realtà, capace di tenere conto delle nuove forme di esclusione sociale e delle fragilità che si manifestano soprattutto tra giovani e persone in condizioni di svantaggio. La scelta, nelle intenzioni dell’assessorato, non è soltanto tecnica ma anche politica, perché mira a riconoscere che il lavoro di accompagnamento all’inclusione richiede strumenti dinamici, aggiornati e calibrati sulla complessità dei casi concreti.

Indennità più flessibile: stop al tetto fisso dei 500 euro

Tra le novità considerate più rilevanti c’è il superamento del limite fisso di 500 euro per l’indennità di partecipazione. Secondo quanto spiegato dall’assessora Manca, si tratta di una scelta precisa, che non risponde soltanto a un adeguamento tecnico ma introduce un principio di maggiore equità e valorizzazione del tirocinio. I soggetti ospitanti che ne avranno la possibilità potranno infatti riconoscere importi superiori, rendendo l’indennità più coerente con il contesto economico attuale e con l’impegno richiesto a chi partecipa al percorso.

Il superamento della soglia fissa viene presentato come un passo verso una maggiore personalizzazione dei tirocini e come un segnale di attenzione alla dignità di chi vi prende parte. La Regione prova così a uscire da una logica uniforme, introducendo un margine di adattamento che potrebbe rendere i percorsi più credibili e più sostenibili per le persone coinvolte.

Tirocini aperti anche ai minori più fragili e rete dei servizi più ampia

Un altro elemento importante della riforma riguarda l’estensione della possibilità di attivare tirocini anche per minori che non hanno ancora assolto all’obbligo scolastico, all’interno di progetti educativi pensati per prevenire devianza ed esclusione sociale. È una novità significativa, perché apre a interventi più precoci in situazioni particolarmente delicate, cercando di intercettare i ragazzi prima che il distacco dai percorsi educativi e formativi diventi definitivo.

Le nuove linee guida rendono inoltre più aperta la rete dei soggetti coinvolti nella presa in carico, così da favorire interventi più efficaci anche nei casi atipici o più difficili da incasellare nei modelli tradizionali. Anche la durata dei tirocini viene ridefinita in modo più funzionale, prevedendo un primo periodo utile a valutarne l’efficacia e a verificare se il percorso stia davvero producendo effetti positivi sul piano educativo, sociale e lavorativo.

La Regione punta a rafforzare inclusione e servizi territoriali

Con l’approvazione delle nuove linee guida, la Regione Sardegna intende rafforzare il ruolo dei servizi territoriali e offrire strumenti più efficaci per accompagnare i giovani e le persone in condizione di svantaggio verso una maggiore partecipazione alla vita sociale e lavorativa. Il messaggio che accompagna la riforma è chiaro: di fronte a un mondo del lavoro cambiato e a fragilità nuove, non bastano più strumenti standardizzati o modelli rimasti fermi nel tempo.

La nuova disciplina, nelle intenzioni dell’assessorato, dovrà contribuire a costruire percorsi più realistici, più flessibili e più vicini alle persone. In questo senso, la riforma dei tirocini di inclusione sociale viene letta come un passaggio importante non solo per aggiornare le regole, ma per rendere più forte la capacità della Sardegna di intervenire sulle forme contemporanee di esclusione e accompagnare chi è più fragile verso nuove opportunità di inserimento.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.