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Sardegna, scuole contro bullismo e cyberbullismo: pubblicato l’avviso triennale “Bulli? No, grazie!”

01/04/2026

Sardegna, scuole contro bullismo e cyberbullismo: pubblicato l’avviso triennale “Bulli? No, grazie!”

La Regione Sardegna mette in campo nuove risorse per sostenere le scuole nella prevenzione e nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo. È stato infatti pubblicato l’Avviso “BULLI? NO, GRAZIE! Annualità 2026, 2027 e 2028”, uno strumento che punta a rafforzare nelle istituzioni scolastiche servizi di ascolto, attività formative e percorsi informativi rivolti all’intera comunità educativa.

L’intervento si rivolge alle autonomie scolastiche statali e alle scuole non statali paritarie della Sardegna che comprendono insegnamenti della scuola primaria, della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado. Il provvedimento nasce con una finalità precisa: offrire alle scuole un supporto operativo concreto per affrontare fenomeni che incidono in modo profondo sul benessere degli studenti, sul clima delle classi e sul rapporto educativo tra scuola e famiglie.

Sportelli di ascolto e attività educative al centro del bando

L’avviso prevede interventi differenziati coordinati e gestiti da professionisti specializzati negli ambiti del bullismo e del cyberbullismo. Il modello scelto non si limita alla gestione dei casi già emersi, ma prova a costruire una prevenzione stabile attraverso strumenti di ascolto e iniziative educative pensate per coinvolgere alunni, insegnanti e genitori.

Tra gli elementi qualificanti del bando figura l’istituzione di sportelli di ascolto, pensati come spazi di supporto e confronto all’interno delle scuole, accanto ad attività didattiche rivolte a una platea più ampia di studenti. L’obiettivo è duplice: da una parte intercettare disagi, segnali di esclusione o comportamenti problematici; dall’altra promuovere consapevolezza, riflessione e strumenti culturali utili a prevenire la diffusione di condotte offensive, persecutorie o umilianti, comprese quelle che si sviluppano negli ambienti digitali.

Tre annualità e 150 mila euro per ciascun anno

La programmazione ha carattere triennale e mette a disposizione 150.000 euro per ciascuna annualità, vale a dire per il 2026, il 2027 e il 2028. La scelta di distribuire le risorse su tre anni risponde all’esigenza di dare continuità agli interventi, evitando che il contrasto al bullismo resti affidato a iniziative episodiche o prive di un orizzonte stabile.

Le istituzioni scolastiche interessate dovranno presentare una domanda per ciascuno dei tre anni, pur all’interno di un avviso unico. La trasmissione dovrà avvenire esclusivamente tramite Posta elettronica certificata all’indirizzo del Servizio Politiche scolastiche della Regione Sardegna. Per l’annualità 2026 il termine è fissato al 20 aprile 2026; per il 2027 la finestra si aprirà il 2 gennaio e si chiuderà il 31 marzo; per il 2028 sarà possibile fare domanda dal 1° gennaio al 31 marzo.

La tipologia di intervento prevista per i progetti

La domanda di partecipazione dovrà essere redatta utilizzando l’allegato 1 e dovrà contenere la descrizione della proposta progettuale. Tra le attività previste, l’avviso individua la Tipologia 1, che stabilisce un monte ore complessivo di 78 ore non rimodulabili, con un finanziamento pari a 6.240 euro.

Nel dettaglio, questa formula impone 62 ore di sportello d’ascolto e 16 ore di attività didattica rivolte a un numero più ampio di studenti, con momenti di confronto, discussione e approfondimento sul bullismo e sul cyberbullismo. Si tratta di un impianto che prova a tenere insieme sostegno individuale e prevenzione collettiva, evitando di ridurre il problema a un fatto disciplinare e riconoscendone invece la portata educativa e relazionale.

Le eventuali richieste di chiarimento dovranno essere inviate esclusivamente via PEC allo stesso indirizzo indicato per la presentazione delle domande. Le risposte saranno pubblicate in forma anonima sul sito istituzionale, in modo da garantire uniformità informativa a tutte le scuole interessate. L’avviso si inserisce così in una strategia che riconosce alla scuola un ruolo centrale nella costruzione di ambienti più sicuri, più attenti e più capaci di prevenire forme di violenza spesso silenziose, ma con conseguenze profonde sulla crescita degli studenti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to