Sassari, al via i primi cantieri RinnovArea nei quartieri Santa Maria di Pisa e Latte Dolce
24/03/2026
A Sassari prende forma uno dei passaggi più attesi del piano straordinario per l’edilizia residenziale pubblica promosso dalla Regione Sardegna. L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha inaugurato i primi due cantieri del programma RinnovArea, avviati nei quartieri di Santa Maria di Pisa e Latte Dolce, due aree popolari e densamente abitate che da tempo chiedono interventi strutturali capaci di incidere davvero sulla qualità della vita quotidiana.
Si tratta di opere per un valore complessivo di 3,2 milioni di euro, inserite in un progetto regionale ben più ampio, costruito per affrontare in modo sistematico il tema della manutenzione, del recupero e della gestione del patrimonio abitativo pubblico. Non è un dettaglio secondario che i primi cantieri siano partiti proprio in due luoghi simbolici della periferia sassarese: quartieri nati con una forte vocazione residenziale, segnati da una lunga stagione di criticità edilizie, ma dotati anche di servizi, scuole, spazi pubblici e una riconoscibile identità urbana.
Secondo Piu, l’apertura dei lavori assume un valore che supera la dimensione tecnica del singolo appalto, perché interviene su complessi tra i più datati della città e in contesti che per anni sono stati percepiti come marginali. L’obiettivo dichiarato è migliorare il decoro, la sicurezza e la funzionalità degli edifici, accompagnando una trasformazione che riguarda insieme l’abitare, l’immagine urbana e il rapporto fra questi quartieri e il resto della città.
Santa Maria di Pisa, interventi da 2,1 milioni su piazza Dettori
La parte economicamente più rilevante dell’intervento riguarda Santa Maria di Pisa, dove sono stati destinati 2,1 milioni di euro al recupero di alcuni immobili di proprietà esclusiva Area nel complesso residenziale affacciato su piazza Dettori. L’operazione coinvolge gli edifici ai civici 4, 5, 6, 7, 8 e 11, all’interno di un sistema edilizio più ampio composto complessivamente da nove fabbricati.
Restano esclusi, almeno in questa fase, l’edificio numero 9, che presenta una composizione condominiale mista con proprietà differenti, e il numero 10, caratterizzato da una tipologia costruttiva diversa, ritenuta più adatta a lavori mirati e localizzati. La scelta segnala un’impostazione pragmatica: intervenire subito dove le condizioni tecniche e amministrative permettono un’azione più rapida ed efficace.
I lavori previsti sono concentrati sulla messa in sicurezza e sul recupero funzionale delle parti esterne. Verranno risanati gli intonaci delle facciate frontali, posteriori e laterali, così come quelli dei corpi scala. Saranno ripristinati anche gli elementi in cemento armato che mostrano segni di degrado, una delle criticità più frequenti nei complessi edilizi realizzati diversi decenni fa. A questo si aggiungono la tinteggiatura completa delle superfici esterne con materiali resistenti agli agenti atmosferici, gli interventi sui terrazzi, la nuova impermeabilizzazione dei tetti piani e dei lastrici solari, oltre alla sostituzione delle ringhiere dei parapetti.
Nel loro insieme, queste opere non rispondono soltanto a una necessità estetica. Agiscono sulla durabilità degli edifici, sulla protezione dalle infiltrazioni, sulla sicurezza dei residenti e sulla possibilità di evitare un aggravamento del degrado, che spesso comporta costi pubblici ancora più elevati nel medio periodo.
Latte Dolce, manutenzione straordinaria e decoro urbano in via Bottego
Il secondo cantiere interessa via Bottego, nel quartiere Latte Dolce, con un investimento di 1,1 milioni di euro. In questo caso gli edifici coinvolti sono quelli ai numeri civici 22, 24, 26, 28, 10, 17, 19 e 40. Anche qui il quadro d’intervento è ampio e punta a ristabilire condizioni di sicurezza e piena funzionalità, affrontando insieme il degrado materiale delle strutture e l’esigenza di restituire un’immagine più ordinata e coerente al complesso residenziale.
Le facciate saranno interessate da un importante lavoro di risanamento, mentre le finestre presenti nelle parti comuni, in particolare in copertura e nelle torrette dei pozzi luce, verranno sostituite con nuovi elementi vetrati. È previsto inoltre il ripristino di pilastri, travi, cornicioni, balconi e solette, con un’attenzione particolare alle parti aggettanti che necessitano di consolidamenti localizzati per recuperare la piena capacità portante.
La riqualificazione toccherà anche le coperture, che saranno completamente rinnovate, e gli spazi comuni interni, come atri e vani scala, dove si procederà con il rifacimento degli intonaci deteriorati, il ripristino delle superfici murarie, la messa in sicurezza dei solai e la realizzazione di nuovi rivestimenti uniformi e resistenti. Sono interventi che incidono direttamente sulla percezione dell’abitare e sul livello di manutenzione ordinaria che i residenti sperimentano ogni giorno, molto più di quanto accada con annunci generici o promesse prive di calendario.
Un piano regionale da 300 milioni per cambiare la gestione dell’ERP
La giornata sassarese non si è fermata all’inaugurazione dei due cantieri. L’assessore Piu ha effettuato anche sopralluoghi in altri complessi residenziali del quartiere segnalati dai residenti, con l’obiettivo di verificare insieme ai tecnici quali interventi potranno rientrare nel piano RinnovArea o essere finanziati attraverso altre linee. Il senso politico di questa scelta è chiaro: accompagnare la programmazione con una presenza visibile sul territorio e con un confronto diretto con chi abita gli immobili.
I cantieri avviati a Sassari, insieme a quello di via Washington inaugurato la settimana precedente, rappresentano soltanto l’inizio di una tabella di marcia già definita. Il 24 marzo è prevista un’inaugurazione a Ortueri, il 27 marzo ad Alghero nel quartiere Sant’Agostino. Entro il 15 aprile dovranno essere consegnati i lavori anche a Oristano, Carbonia, Sant’Antioco, Iglesias, Quartu Sant’Elena, Sanluri, San Gavino e Villacidro.
RinnovArea si colloca dentro un piano straordinario da 300 milioni di euro dedicato alle case popolari. L’accordo quadro vale 120 milioni per i lavori e si inserisce in un programma da 200 milioni comprensivi dei costi di progettazione, sostenuto da una copertura complessiva di 300 milioni: 230 milioni derivano dall’Accordo per la Coesione 2021-2027, ai quali si aggiungono 70 milioni già stanziati dalla Regione. La distribuzione delle risorse segue un criterio numerico legato agli alloggi ERP presenti nelle diverse aree territoriali: 35,1 milioni a Cagliari, 32,9 a Sassari, 21,7 a Carbonia-Iglesias, 17,6 a Nuoro e 12,6 a Oristano.
Dentro questa cornice emerge un punto politico preciso: la manutenzione non viene presentata come semplice riparazione dell’esistente, ma come leva per ridefinire il rapporto tra istituzioni, patrimonio pubblico e diritto all’abitare. Piu ha collegato i lavori in corso al recupero degli alloggi di risulta già rimessi a disposizione degli assegnatari e alla revisione del sistema di assegnazione, indicando un cambio di metodo nella gestione dell’edilizia popolare. È su questo terreno, più ancora che sul singolo cantiere, che si misurerà la tenuta del programma regionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to