Todde in Commissione: più risorse al reddito di libertà e focus su sanità territoriale e invecchiamento attivo
07/04/2026
Politiche sociali e sanità territoriale come assi di una stessa strategia, da leggere dentro una cornice che mette al centro fragilità, prevenzione e qualità della presa in carico. È su questo terreno che la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, intervenuta in audizione davanti alla Sesta Commissione del Consiglio regionale, ha tracciato il perimetro delle principali misure avviate dall’esecutivo, soffermandosi in particolare sul rafforzamento degli strumenti di sostegno alle donne vittime di violenza, sulla riorganizzazione dei servizi sanitari di prossimità e sulle politiche rivolte a una popolazione sempre più anziana.
L’audizione ha offerto l’occasione per fare il punto su provvedimenti già avviati e su linee di intervento che la Regione considera prioritarie. Nel discorso della presidente emerge una visione che prova a saldare dimensione sociale e dimensione sanitaria, superando la frammentazione delle risposte e puntando su una programmazione più stabile.
Reddito di libertà e rete antiviolenza: il rafforzamento delle misure sociali
Tra i temi più rilevanti affrontati in Commissione, un ruolo centrale è stato riservato al reddito di libertà, misura che la Regione intende consolidare sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello della continuità. La scelta di destinare oltre un milione di euro aggiuntivo a questo strumento punta ad ampliare la platea delle beneficiarie e a garantire una programmazione triennale, superando così una logica di intervento episodico.
Il reddito di libertà viene collocato esplicitamente all’interno delle politiche di emancipazione femminile e di contrasto alla violenza di genere. In questa impostazione, il sostegno economico non è considerato un intervento isolato, ma parte di un percorso più ampio che mira a rendere concretamente possibile l’uscita da condizioni di dipendenza, vulnerabilità e rischio.
Accanto a questo, la Regione ha avviato un’analisi territoriale in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche per mappare la distribuzione dei centri antiviolenza e individuare le aree ancora scoperte. Il lavoro di ricognizione risponde a una necessità precisa: rendere più capillare la rete di supporto e verificare dove il sistema di protezione presenti ancora vuoti o squilibri. Il contrasto alla violenza domestica, nelle parole della presidente, viene indicato come una priorità assoluta, da affrontare con strumenti strutturali e non soltanto emergenziali.
Invecchiamento attivo e sanità di prossimità: una riforma che guarda ai territori
Un secondo fronte di intervento riguarda il disegno di legge sull’invecchiamento attivo, inserito tra i pilastri delle politiche sociali regionali. La Sardegna, come molte altre realtà italiane, si confronta con una trasformazione demografica che richiede risposte più coordinate e lungimiranti. In quest’ottica, il tema non viene letto soltanto come questione assistenziale, ma come terreno su cui costruire misure capaci di favorire autonomia, inclusione e qualità della vita.
Il punto politico e amministrativo sottolineato dalla presidente è la necessità di integrare le misure sociali con quelle sanitarie, evitando sovrapposizioni o separazioni che finirebbero per indebolire l’efficacia degli interventi. Questa impostazione si ritrova anche nel capitolo dedicato alla sanità territoriale, sul quale Todde si è soffermata a margine della seduta, incontrando la stampa.
Tra le misure già adottate figura il nuovo bando per i medici di medicina generale destinati alle sedi disagiate, con incentivi economici specifici e ulteriori premialità per chi aderisce alle Aggregazioni Funzionali Territoriali. L’obiettivo è rafforzare la presenza dei servizi nelle aree più difficili da coprire, ridurre le disuguaglianze territoriali e dare maggiore solidità alla medicina di prossimità.
Il riferimento alle case di comunità, ai distretti e agli obiettivi del PNRR delinea con chiarezza il quadro entro cui si muove l’esecutivo regionale: ricostruire una presa in carico più efficace dei cittadini, completando la rete degli ospedali e delle strutture territoriali e rendendo più omogenea l’offerta assistenziale. È un passaggio delicato, che si misura con criticità ancora evidenti, ma che la presidente rivendica come parte di un percorso da valutare sulla base di dati oggettivi e trasparenza amministrativa.
Nel messaggio finale affidato alla Commissione e poi alla stampa si coglie una linea precisa: riconoscere le difficoltà del sistema senza rinunciare a una lettura fondata sui progressi effettivamente registrati. Per la Regione, il terreno della fiducia si gioca proprio qui, nella capacità di costruire una riforma credibile che tenga insieme tutela delle fragilità, riorganizzazione dei servizi e chiarezza nei risultati.
Articolo Precedente
Come calcolare la percentuale: metodo chiaro e applicazioni pratiche
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.