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Sanità territoriale, Sardegna supera i target PNRR con 76 strutture

07/06/2026

Sanità territoriale, Sardegna supera i target PNRR con 76 strutture

La Sardegna ha raggiunto e superato gli obiettivi del PNRR per la sanità territoriale, con 17 Ospedali di Comunità realizzati rispetto ai 13 previsti e 59 Case della Comunità rispetto alle 50 richieste. Il risultato consente alla Regione di accedere all’intero finanziamento destinato al percorso di riforma: circa 100 milioni di euro di risorse PNRR, ai quali si aggiungono 10 milioni di euro di fondi regionali.

Case e Ospedali di Comunità oltre gli obiettivi fissati

Il rafforzamento della rete territoriale rappresenta uno dei passaggi centrali della riorganizzazione sanitaria prevista dal PNRR e dal DM 77, il decreto che definisce modelli e standard per l’assistenza sanitaria di prossimità. In Sardegna il traguardo numerico è stato superato sia per le Case della Comunità sia per gli Ospedali di Comunità, due presìdi chiamati a ridurre la distanza tra cittadini e servizi sanitari.

Le Case della Comunità sono pensate come punti di riferimento per l’assistenza primaria, l’integrazione tra medici, infermieri e servizi sociosanitari, la presa in carico dei pazienti cronici e l’orientamento dei cittadini all’interno del sistema sanitario. Gli Ospedali di Comunità, invece, hanno una funzione intermedia tra il domicilio e l’ospedale per acuti, con posti letto destinati a pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica e assistenza infermieristica continuativa.

Finanziamenti garantiti e cantieri da completare

Il superamento dei target permette alla Regione di consolidare l’accesso alle risorse previste per questa linea di investimento. Si tratta di un passaggio amministrativo e operativo rilevante, perché consente di proseguire il percorso avviato con una dotazione finanziaria complessiva di circa 110 milioni di euro tra fondi europei del PNRR e risorse regionali.

Il risultato raggiunto, tuttavia, viene indicato come una tappa e non come il punto d’arrivo. La Regione dovrà ora completare i cantieri ancora aperti e rendere pienamente funzionante la nuova rete della sanità territoriale. L’obiettivo è trasformare le strutture realizzate in luoghi effettivamente capaci di erogare servizi, garantire continuità assistenziale e offrire risposte sanitarie più vicine alle comunità, soprattutto nei territori dove l’accesso alle cure resta più complesso.

La sfida del personale sanitario

Il nodo principale riguarda il personale. Senza medici, infermieri, operatori sanitari e figure professionali adeguate, Case e Ospedali di Comunità rischiano di restare contenitori incompleti. Per questo la Regione ha avviato un lavoro con ARES, con le aziende sanitarie e con le organizzazioni sindacali per rendere il sistema sardo più attrattivo, in particolare nelle sedi che soffrono maggiormente la carenza di professionisti.

La prospettiva indicata è quella di riempire la nuova rete territoriale di servizi concreti, professionalità e capacità di presa in carico. Il percorso dovrà concludersi entro la fine del 2027, termine fissato per completare l’attuazione della riforma e consegnare ai cittadini un sistema di assistenza più vicino, più organizzato e più efficace nella gestione dei bisogni sanitari quotidiani.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.