Sardegna, 400mila euro per biodiversità e cibo locale
19/05/2026
La Regione Sardegna mette a disposizione 400mila euro per sostenere la nascita delle Comunità di tutela della biodiversità e del cibo, reti locali pensate per proteggere l’agrobiodiversità, valorizzare le produzioni identitarie e rafforzare le filiere agroalimentari tradizionali. Le domande potranno essere presentate dalle 9 del 18 maggio 2026 fino alle 12 del 31 ottobre 2026.
Reti locali per tutelare le identità rurali
L’intervento sostiene la costituzione di comunità territoriali composte da agricoltori, allevatori custodi, scuole, enti di ricerca, associazioni, imprese, attività della ristorazione e soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è costruire una rete stabile capace di promuovere la biodiversità agricola e alimentare locale, mettendo insieme competenze, produzioni, saperi e pratiche legate ai territori.
Secondo l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, le Comunità di tutela rappresentano uno strumento fondamentale per preservare le diverse agrobiodiversità della Sardegna e difendere un patrimonio agricolo, culturale e identitario che appartiene all’intera Isola.
La misura nasce dal lavoro dell’Assessorato dell’Agricoltura insieme all’Agenzia Laore Sardegna, individuata come soggetto attuatore. Per la Regione, l’intervento conferma l’attenzione verso la tutela delle identità rurali e delle produzioni locali, considerate elementi centrali non solo dal punto di vista agricolo, ma anche sociale e culturale.
Animazione territoriale, studi e promozione
La dotazione finanziaria complessiva, pari a 400mila euro, servirà a sostenere progetti finalizzati alla creazione e all’avvio delle Comunità di tutela. Le risorse potranno finanziare attività di animazione territoriale, studi, consulenze, azioni di comunicazione e promozione delle produzioni locali.
Una parte rilevante dell’intervento riguarda anche la valorizzazione dei saperi tradizionali e delle filiere agroalimentari storiche, spesso legate a varietà vegetali, razze animali, tecniche produttive e pratiche agricole tramandate nei territori rurali. La finalità è trasformare questo patrimonio in un motore di sviluppo locale, capace di generare consapevolezza, qualità e nuove opportunità economiche.
Le domande dovranno essere presentate secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico, nel periodo compreso tra il 18 maggio e il 31 ottobre 2026. Il lungo arco temporale consentirà ai territori interessati di costruire partenariati e proposte progettuali coerenti con gli obiettivi della misura.
Agus: “Risposta concreta allo spopolamento”
Per l’assessore Agus, le Comunità di tutela sono anche una risposta politica concreta al rischio di spopolamento che interessa molte aree interne della Sardegna. Dove si costruiscono comunità, filiere territoriali e occasioni di lavoro legate alla terra, ha spiegato, si crea anche la possibilità per le persone, soprattutto giovani, di restare o tornare nei propri paesi.
Il rafforzamento delle reti locali del cibo viene collegato al sostegno della filiera corta e alla capacità di attribuire valore economico alle produzioni identitarie. La Regione punta inoltre ad accompagnare modelli agricoli più sostenibili, basati su pratiche biologiche e sistemi colturali a basso impatto ambientale.
Tra gli obiettivi richiamati figurano il risparmio idrico, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e il miglioramento della fertilità dei suoli. La tutela della biodiversità diventa così parte di una strategia più ampia, che unisce ambiente, agricoltura, economia locale e contrasto allo spopolamento delle aree rurali.
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