Sardegna, gestione straordinaria per la diga di Nuraghe Arrubiu
29/04/2026
La Protezione Civile della Sardegna ha approvato gli indirizzi operativi per la gestione transitoria dell’invaso della diga di Nuraghe Arrubiu, nel bacino del Flumendosa, dopo gli eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito l’Isola tra gennaio e febbraio 2026. Il provvedimento è contenuto nell’Ordinanza n. 8 del 28 aprile, firmata dal Direttore generale della Protezione Civile.
Livelli idrici aumentati dopo ciclone Harry e perturbazioni
La decisione arriva a seguito delle piogge persistenti e delle criticità provocate dal ciclone Harry e dalle successive perturbazioni, aggravate dal fenomeno Oriana. Gli eventi hanno causato allagamenti, dissesti idrogeologici e danni a infrastrutture, abitazioni e attività produttive, determinando anche un significativo innalzamento dei livelli idrici nel bacino del Flumendosa.
La gestione straordinaria dell’invaso è stata quindi disposta per garantire la sicurezza della popolazione a valle della diga, favorire la ripresa delle attività economiche e sociali e accompagnare il ritorno alle condizioni ordinarie previste dal Piano di laminazione.
Quota sopra il livello ordinario, limite massimo a 266 metri
L’ordinanza consente il mantenimento temporaneo del livello dell’invaso sopra la quota ordinaria di 262 metri sul livello del mare, entro il limite massimo di 266 metri. La misura ha carattere transitorio e dovrà essere accompagnata dal progressivo riassorbimento dei volumi eccedenti.
Il rientro avverrà attraverso il trasferimento dell’acqua verso l’invaso di Monte Su Rei. Il provvedimento prevede inoltre l’assenza di rilasci a valle, salvo eventuali condizioni di necessità legate alla sicurezza idraulica e alla gestione dell’emergenza.
Monitoraggio continuo e possibili misure nei Comuni
La Protezione Civile disporrà un monitoraggio costante della situazione, con report quindicinali sull’andamento dell’invaso e sulle operazioni di gestione. In caso di criticità idraulica, i Comuni interessati potranno essere chiamati ad adottare misure rafforzate di sicurezza.
Tra le azioni previste rientrano l’informazione alla popolazione, il controllo di corsi d’acqua, ponti e viabilità, l’interdizione delle aree a rischio e lo sgombero delle pertinenze fluviali. Potranno essere valutate anche eventuali chiusure di strutture pubbliche e infrastrutture sensibili, qualora l’evoluzione del quadro meteo-idrologico lo rendesse necessario.
Rientro alla quota ordinaria entro il 31 maggio
Il ritorno alla quota ordinaria dell’invaso dovrà essere completato entro il 31 maggio 2026, salvo diverse valutazioni legate all’evoluzione delle condizioni meteorologiche e idrologiche. La gestione transitoria della diga di Nuraghe Arrubiu si inserisce così in un percorso di rientro controllato, pensato per ridurre i rischi a valle e garantire il progressivo ripristino delle condizioni ordinarie nel bacino del Flumendosa.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to