Dermatite bovina nel Sud Sardegna, tavolo verde e 13 milioni
22/04/2026
Il ritorno della dermatite bovina negli allevamenti del Sud Sardegna riporta sotto pressione il comparto zootecnico isolano e spinge la Regione a muoversi su più fronti: contenimento sanitario, sostegno economico alle aziende e accelerazione sulle misure agricole ancora aperte. Il quadro è emerso questa mattina durante il Tavolo verde riunito nella sala dell’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura e presieduto dall’assessore Francesco Agus, che ha incontrato le associazioni di categoria in una fase definita particolarmente delicata per le imprese del settore.
Blocco dei capi e tavolo tecnico sulla dermatite bovina
Al centro del confronto c’è stata l’emergenza legata alla dermatite nodulare contagiosa, tornata a manifestarsi nel Sud dell’Isola. L’assessore ha spiegato che, insieme all’Assessorato della Sanità e alla Asl, la macchina regionale è già al lavoro per circoscrivere il problema nel minor tempo possibile. Sul tavolo pesa soprattutto il blocco della movimentazione dei capi, provvedimento sanitario che incide direttamente sull’attività degli allevatori, rallentando vendite, trasferimenti e programmazione aziendale.
Agus ha indicato come priorità quella di ridurre al minimo la durata delle restrizioni, evitando che la Sardegna subisca effetti più penalizzanti rispetto ad altri territori. Durante la riunione è stata quindi condivisa la necessità di convocare in tempi rapidi il tavolo tecnico di coordinamento dedicato al contrasto della malattia, con il coinvolgimento di tutte le strutture regionali competenti. L’obiettivo è costruire una risposta unitaria, aggiornata e operativa, capace di tenere insieme monitoraggio sanitario, gestione delle misure e informazione puntuale verso gli allevatori.
Il Tavolo verde dovrà infatti seguire l’evoluzione della situazione, coordinare le attività e rafforzare la comunicazione verso le aziende zootecniche, chiamate a fronteggiare una nuova fase di incertezza. Sullo sfondo resta anche il tema degli interventi di sostegno, che dovranno accompagnare il comparto nelle settimane in cui le limitazioni continueranno a produrre effetti.
Indennizzi più lunghi e nuove risorse per le aziende
Nel confronto con le associazioni è emersa la disponibilità di 13 milioni di euro, risorse derivanti da economie su stanziamenti già disposti nel 2025 dal Consiglio regionale. La Regione intende utilizzarle per rafforzare gli interventi a favore delle aziende colpite dalle restrizioni sanitarie e, in particolare, per ampliare la copertura degli indennizzi legati al blocco della movimentazione dei capi.
La misura, nelle previsioni iniziali, era stata limitata fino a settembre, mentre gli effetti si sono protratti fino a gennaio. Proprio per questa ragione, la proposta discussa al Tavolo verde punta a estendere il perimetro degli aiuti, tenendo conto delle difficoltà che le imprese stanno ancora affrontando. Il tema sarà approfondito nel tavolo tecnico, dove dovranno essere definiti criteri e modalità operative.
Per molte aziende zootecniche il punto non riguarda soltanto il ristoro economico, ma la possibilità di reggere un periodo in cui ai costi ordinari si sommano le conseguenze delle limitazioni sanitarie. L’indirizzo emerso dal confronto è chiaro: costruire una risposta che non si fermi alla gestione dell’emergenza veterinaria, ma che metta al riparo la tenuta produttiva di un comparto centrale per l’economia rurale sarda.
Pagamenti PAC, pratiche locali tradizionali e bandi CSR
Nel corso della riunione si è parlato anche di Pratiche locali tradizionali, tema su cui è stato illustrato l’accordo firmato il 9 aprile 2026 tra Assessorato, Argea e Agea. L’intesa definisce un percorso operativo pensato per rispettare le scadenze nazionali dei pagamenti, consentendo di procedere con le erogazioni e rinviando in un secondo momento i controlli richiesti ai fini delle regole della PAC.
Secondo quanto spiegato al Tavolo, questo meccanismo dovrebbe garantire continuità nell’arrivo delle risorse, evitando rallentamenti su una massa finanziaria pari a circa 60 milioni di euro tra pagamenti diretti e misure del Complemento di sviluppo rurale. Rientrano in questo flusso interventi rilevanti per il sistema agricolo regionale, come benessere animale, indennità compensativa e agricoltura biologica. Argea convocherà già la prossima settimana un tavolo con i CAA per affrontare le questioni legate al fascicolo aziendale e definire le modalità delle verifiche rinviate a settembre 2026.
Spazio, infine, anche allo stato di attuazione dei bandi del CSR. Per la misura SRD01 la scadenza delle domande è stata spostata al 18 maggio, mentre l’assessore ha richiamato l’esigenza di accelerare sull’intero Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. Il cronoprogramma è stretto, con meno di due anni alla chiusura della programmazione, e la partita riguarda la capacità della Sardegna di utilizzare fino in fondo i fondi europei destinati agli investimenti nel settore agricolo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to