Sanità territoriale in Sardegna, al via la mobilità extra-regionale per 66 infermieri
16/04/2026
La sanità territoriale sarda prova ad accelerare su uno dei fronti più delicati dell’intera riorganizzazione del sistema: la disponibilità di personale infermieristico destinato alle nuove strutture di prossimità. In questa direzione si colloca la procedura di mobilità extra-regionale avviata da ARES Sardegna per il reclutamento di infermieri da assegnare alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità, presìdi destinati a ridisegnare il rapporto tra cittadini e servizi sanitari.
La misura si inserisce nel quadro delle azioni previste per dare attuazione a un modello assistenziale più vicino ai territori, più capace di intercettare i bisogni quotidiani di salute e meno sbilanciato sulla sola risposta ospedaliera. Il procedimento viene attivato ai sensi dell’articolo 30 del Decreto legislativo 165 del 2001 e nasce da una richiesta precisa emersa all’interno del Servizio sanitario regionale, formalizzata durante il coordinamento dei Direttori generali delle Aziende dell’8 aprile 2026.
Un reclutamento mirato per rendere operative le nuove strutture
Il fabbisogno individuato riguarda, in questa prima fase, 66 infermieri provenienti da fuori Sardegna. La distribuzione dei posti fotografa con chiarezza l’obiettivo dell’intervento: sostenere in modo capillare i diversi territori, tenendo conto delle necessità espresse dalle singole aziende sanitarie locali. Sono previste 8 unità per la ASL di Sassari, 10 per la ASL Gallura, 5 per la ASL Nuoro, 8 per la ASL Ogliastra, 10 per la ASL Oristano, 5 per la ASL Medio Campidano, 8 per la ASL Sulcis e 12 per la ASL Cagliari.
Non si tratta di una semplice redistribuzione di personale, né di una misura amministrativa confinata agli uffici. La scelta di ricorrere alla mobilità extra-regionale segnala, piuttosto, la volontà di rispondere con strumenti immediati a un’esigenza concreta: dotare le nuove articolazioni dell’assistenza territoriale di figure professionali essenziali, senza le quali ogni riforma rischia di restare sulla carta.
Case della Comunità e Ospedali di Comunità sono infatti pensati per rafforzare la presa in carico continuativa del paziente, per seguire in modo più ordinato la cronicità, per alleggerire gli accessi impropri agli ospedali e per costruire percorsi assistenziali meglio integrati tra medicina di base, servizi infermieristici e specialistica territoriale. In questo impianto, la presenza degli infermieri assume un valore centrale, perché rappresenta uno dei cardini dell’assistenza quotidiana, del monitoraggio clinico e dell’accompagnamento delle persone fragili.
Il quadro della riforma tra DM 77 e PNRR
L’iniziativa promossa da ARES Sardegna si colloca dentro un processo più ampio di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, in coerenza con le linee previste dal DM 77/2022 e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il disegno è chiaro: portare i servizi più vicino ai cittadini, ridurre le distanze geografiche e organizzative, costruire un’assistenza meno frammentata e più accessibile.
Per una regione con caratteristiche territoriali complesse come la Sardegna, la sfida assume un rilievo ancora maggiore. Rafforzare i presìdi di prossimità significa intervenire sulla qualità della risposta sanitaria, ma anche sulla sua equità, evitando che la residenza o la distanza dai grandi centri finisca per pesare sull’effettiva possibilità di ricevere cure tempestive e appropriate.
L’ingresso di nuove professionalità infermieristiche nelle strutture territoriali può produrre effetti rilevanti su più livelli: migliorare l’accesso ai servizi, sostenere percorsi assistenziali più continui, ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e offrire una risposta più adeguata ai bisogni di salute che non richiedono ricoveri per acuti ma esigono comunque competenza, presenza e continuità di cura.
La procedura aperta da ARES, letta in questa prospettiva, assume un valore che supera il dato numerico dei posti messi a bando. È uno dei passaggi con cui la Regione prova a trasformare gli obiettivi della riforma in organizzazione concreta, personale disponibile e servizi effettivamente fruibili. Il bando completo è consultabile nella sezione dedicata ai concorsi e alle selezioni.