Sardegna, la Giunta Todde approva la riforma della Regione
17/05/2026
La Giunta regionale della Sardegna ha approvato il disegno di legge sull’organizzazione e sul personale della Regione e degli enti del sistema regionale, con l’obiettivo di rendere l’amministrazione più snella, coordinata e rapida nelle risposte a cittadini, Comuni e territori. Il provvedimento, proposto dalla presidente Alessandra Todde di concerto con l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione, Sebastian Cocco, punta a semplificare le strutture, contenere i costi e migliorare la qualità dei servizi pubblici.
Soppresse strutture considerate superflue
Il disegno di legge, intitolato “Disposizioni ordinamentali in materia di organizzazione e personale della Regione e degli enti del sistema Regione”, interviene sull’assetto amministrativo con una serie di modifiche organizzative. Tra le principali novità figura la soppressione del Comitato per la legislazione e l’amministrazione, dei Dipartimenti istituiti dalla legge regionale n. 10 del 2021 e del Servizio studi regionale, ritenuti non più necessari rispetto all’attuale configurazione della macchina regionale.
La riforma rafforza invece il ruolo del Segretariato generale, presso cui sarà trasferito l’Ufficio del controllo interno di gestione. La scelta si inserisce nella volontà di potenziare le funzioni di coordinamento, monitoraggio e controllo strategico attribuite al segretario generale, concentrando le competenze in una struttura più coerente con le esigenze di governo amministrativo.
Secondo l’assessore Cocco, il provvedimento rappresenta un intervento organico di modernizzazione dell’apparato regionale. L’obiettivo dichiarato è costruire un’amministrazione più efficace, trasparente e orientata ai risultati, attraverso una distribuzione più razionale delle competenze, il rafforzamento del coordinamento interno e la valorizzazione delle professionalità già presenti.
Nuove regole per dirigenza, personale e performance
Una parte rilevante della riforma riguarda la dirigenza e l’organizzazione del personale. Il testo conferma il Direttore generale come figura apicale dell’amministrazione e ridefinisce la disciplina degli incarichi dirigenziali affidati a dirigenti esterni, introducendo criteri di maggiore coerenza con la normativa nazionale.
Il disegno di legge disciplina anche il sistema di valutazione della performance del personale dirigente e dipendente. La misurazione dei risultati viene collegata alla necessità di rendere più efficiente l’azione amministrativa e di rafforzare la responsabilità delle strutture rispetto agli obiettivi assegnati.
Nel provvedimento trovano spazio anche misure specifiche per aumentare la capacità amministrativa degli enti del sistema Regione. L’intervento punta a rendere più omogeneo il funzionamento dell’apparato pubblico regionale, riducendo sovrapposizioni, frammentazioni e rallentamenti che possono incidere sui tempi di risposta ai cittadini e agli enti locali.
Interventi su Corpo forestale, FoReSTAS e fondi pensionistici
La riforma introduce diverse novità per il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e per l’agenzia FoReSTAS. Per quest’ultima sono previsti interventi sull’assetto organizzativo, sulle funzioni dell’amministratore unico e sulle modalità di sostituzione delle figure direttive. Il testo aggiorna inoltre le procedure di reclutamento del personale forestale.
Un altro capitolo riguarda il Fondo per l’integrazione del trattamento di quiescenza, il FITQ. Il disegno di legge introduce misure di razionalizzazione e rafforzamento dei controlli, con l’obiettivo di garantire maggiore sostenibilità gestionale e contenimento della spesa. Tra le novità è prevista anche l’integrazione del Fondo per l’integrazione del trattamento di quiescenza dell’ISRE in quello dell’amministrazione regionale.
Il provvedimento interviene infine sull’inserimento nel ruolo regionale degli esperti qualificati del Centro Regionale di Programmazione, stabilendo regole definite nel rispetto dei principi costituzionali sull’accesso al pubblico impiego.
Con l’approvazione in Giunta, la riforma avvia il proprio percorso istituzionale. Il testo dovrà ora proseguire l’iter previsto, con l’obiettivo di incidere sull’organizzazione della Regione e degli enti collegati attraverso una revisione complessiva delle strutture, dei ruoli e degli strumenti di gestione amministrativa.
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