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Sardegna, obiettivi ai direttori sanitari per ridurre le liste d’attesa

07/05/2026

Sardegna, obiettivi ai direttori sanitari per ridurre le liste d’attesa

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato la delibera che definisce gli obiettivi 2026 dei direttori generali delle aziende del Servizio sanitario regionale, introducendo un sistema di valutazione collegato in modo diretto alla riduzione delle liste d’attesa, all’aumento delle prestazioni e al miglioramento dell’efficienza organizzativa della sanità pubblica.

Il provvedimento stabilisce indicatori quantitativi, valori minimi, target semestrali e annuali, fonti di rilevazione e criteri oggettivi di valutazione. I risultati saranno monitorati periodicamente, con l’obiettivo di rendere misurabile l’azione dei vertici aziendali e collegare la loro performance agli effetti concreti prodotti nei territori.

Todde: responsabilità, trasparenza e risultati misurabili

La presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, ha definito la delibera un passaggio verso un modello fondato su responsabilità, trasparenza e misurabilità. Secondo la presidente, i cittadini hanno diritto a una sanità capace di funzionare e di rendere conto dei risultati raggiunti.

Todde ha spiegato che gli obiettivi appena approvati intervengono sull’offerta sanitaria, mentre la Regione ha già deliberato misure sulla domanda, legate in particolare al miglioramento dell’appropriatezza delle prescrizioni. Ulteriori obiettivi riguardanti il personale sanitario sono attualmente in fase di definizione.

Punteggi diversi per ASL, ospedali, ARES e AREUS

La delibera assegna ai direttori generali una quota di punti percentuali legata agli obiettivi 2026. Alle aziende sociosanitarie locali vengono attribuiti 48 punti, mentre all’ARNAS Brotzu e alle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari spettano 38 punti. Ad ARES sono assegnati 20 punti, mentre AREUS riceve 5 punti.

Le aree di intervento individuate sono tre: produzione dei servizi sanitari ed efficienza organizzativa, riduzione dei tempi d’attesa e programmi organizzati di screening oncologico. Ogni area prevede azioni specifiche, con obiettivi differenziati in base alla natura delle aziende coinvolte e alle funzioni svolte nel sistema sanitario regionale.

Diagnostica fino alle 22 e il sabato mattina

La prima area riguarda la produzione dei servizi sanitari e l’efficienza organizzativa. A questa sezione sono destinati 21 punti per le ASL, 26 per le aziende ospedaliere, 20 per ARES e 5 per AREUS. Gli obiettivi comprendono l’incremento delle prestazioni diagnostiche, il miglioramento delle performance di TAC e risonanze magnetiche, la connessione in rete degli ecografi e la formazione degli operatori per un uso integrato delle apparecchiature.

Tra le novità principali figura l’estensione delle attività diagnostiche fino alle 22 nei giorni feriali e al sabato mattina. La misura punta ad aumentare la capacità produttiva delle strutture pubbliche e a ridurre i tempi di accesso agli esami. La Regione intende inoltre utilizzare pienamente le risorse destinate alle prestazioni aggiuntive per il recupero delle liste d’attesa, comprese quelle del Fondo Balduzzi e gli ulteriori finanziamenti regionali.

Tempi d’attesa monitorati con la piattaforma Agenas

La seconda area è dedicata alla riduzione dei tempi d’attesa, con 12 punti assegnati alle aziende territoriali e ospedaliere. Gli obiettivi prevedono l’aumento delle visite specialistiche e degli esami strumentali con priorità D, il miglioramento del rapporto tra prestazioni prescritte ed erogate e il controllo costante dei tempi di accesso.

Il monitoraggio avverrà attraverso la Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa istituita presso Agenas, strumento che consentirà di verificare l’andamento delle prestazioni e misurare in modo più puntuale la capacità delle aziende di rispettare i target fissati dalla Regione.

Screening oncologici per prevenzione e sostenibilità

La terza area riguarda i programmi organizzati di screening oncologico, ai quali sono destinati 15 punti per le aziende territoriali. Gli obiettivi puntano ad aumentare la copertura degli screening mammografico, colorettale e cervicale, con target progressivi costruiti sui dati regionali e sugli standard nazionali.

La delibera considera gli screening strumenti fondamentali di prevenzione e diagnosi precoce, ma anche leve di sostenibilità del sistema sanitario. Percorsi programmati e dedicati possono ridurre mortalità, incidenza di alcune patologie oncologiche e pressione sulle liste d’attesa.

Todde ha sottolineato che la riduzione dei tempi non dipende soltanto dall’aumento delle prestazioni o dall’estensione degli orari, ma anche da una strategia forte di prevenzione. La Sardegna presenta ancora livelli di copertura inferiori agli standard nazionali: l’obiettivo della Regione è recuperare il divario e garantire ai cittadini pari opportunità di prevenzione e cura, indipendentemente dal territorio di residenza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to