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Sardegna, pre e post scuola gratis nelle primarie: 3 milioni

14/05/2026

Sardegna, pre e post scuola gratis nelle primarie: 3 milioni

La Regione Sardegna finanzierà servizi gratuiti di pre-scuola e post-scuola nelle scuole primarie dell’Isola, con uno stanziamento di 3 milioni di euro per il triennio 2026-2028. La misura sperimentale, presentata questa mattina dall’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca, nasce per sostenere le famiglie nella conciliazione tra tempi di lavoro e cura dei figli, con particolare attenzione all’occupazione femminile e ai piccoli comuni.

Un aiuto concreto per genitori e bambini

Il progetto, realizzato in collaborazione con Anci Sardegna, prevede l’attivazione di servizi di accoglienza gratuiti nelle scuole primarie del territorio regionale. I bambini potranno essere accolti fino a un’ora prima dell’inizio delle lezioni e nell’ora successiva alla fine dell’attività scolastica.

L’intervento punta a rispondere a una difficoltà quotidiana per molte famiglie: far coincidere gli orari scolastici con quelli lavorativi. Una criticità che pesa in modo particolare sulle donne, spesso costrette a ridurre, interrompere o rinunciare al lavoro per garantire la cura dei figli.

L’assessora Manca ha collegato la misura al quadro sociale e demografico della Sardegna, ricordando il calo delle nascite dell’8,8% tra il 2024 e il 2025 e una situazione occupazionale ancora fragile. Secondo l’esponente della Giunta, sostenere l’inserimento lavorativo non basta se non vengono costruiti servizi capaci di aiutare le famiglie a mantenere il lavoro quando ci sono figli piccoli.

Priorità ai piccoli comuni e al contrasto allo spopolamento

La sperimentazione guarda con particolare attenzione ai piccoli comuni sardi, dove il rischio di spopolamento è più marcato e dove le famiglie incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti, nell’accesso ai servizi e nell’organizzazione della giornata.

Per Manca, quando un genitore è costretto a scegliere tra occupazione e cura dei figli, il sistema pubblico deve intervenire con risposte concrete. Il pre e post scuola diventano quindi strumenti di welfare territoriale, ma anche leve per sostenere il lavoro, la permanenza delle famiglie nei territori e la qualità della vita nelle comunità locali.

La Regione partirà con una misura sperimentale, finanziata con un milione di euro per ciascuna annualità, ma l’obiettivo dichiarato è renderla strutturale nel tempo. Il progetto non si limiterà alla semplice sorveglianza dei bambini: gli spazi saranno affidati a educatori ed educatrici professionali, con attività pensate per garantire qualità educativa, inclusione, socializzazione e ambienti sicuri.

Enti locali protagonisti dei progetti

I soggetti attuatori saranno gli Enti locali, che potranno partecipare singolarmente o in forma associata, lavorando insieme alle istituzioni scolastiche del territorio. Ogni progetto potrà ricevere fino a 19.200 euro per annualità scolastica.

Il finanziamento è calcolato per garantire la presenza di due educatori o educatrici per due ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per nove mesi scolastici. In questo modo la misura punta a costruire un servizio stabile durante l’anno, collegato alla vita quotidiana delle famiglie e non a interventi occasionali.

Soddisfazione è stata espressa dalla presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, intervenuta in collegamento video. Falconi ha definito la misura utile sia per i genitori lavoratori sia per le famiglie che hanno bisogno di tempo e strumenti per cercare un impiego o organizzare meglio la propria giornata.

Per Anci, il valore dell’intervento sta anche nel metodo: non un semplice bonus, ma una programmazione condivisa tra Regione, Comuni, scuole e famiglie. Agli enti locali viene affidata una responsabilità centrale nella costruzione dei progetti, con l’obiettivo di trasformare le risorse disponibili in servizi concreti per i cittadini.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.