Acquacoltura, contributi per i danni da cormorani: bando da 3,5 milioni in Sardegna
14/04/2026
La Regione Sardegna interviene a sostegno del comparto acquicolo con una misura mirata a compensare i danni causati dalla fauna selvatica, in particolare dagli uccelli ittiofagi. L’Assessorato regionale dell’Agricoltura ha pubblicato l’avviso relativo all’Azione 7 “Sostegno alle imprese di acquacoltura” – Operazione 31, inserita nel quadro del PN FEAMPA Italia 2021/2027, nell’ambito della Priorità 2 dedicata alla promozione di attività sostenibili e resilienti.
L’intervento si rivolge a un segmento produttivo particolarmente esposto a fattori ambientali difficilmente controllabili, come la predazione da parte dei cormorani, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sugli equilibri economici delle imprese attive nei compendi ittici regionali.
Compensazioni per danni e strumenti di tutela
Il bando prevede la concessione di contributi compensativi a favore delle imprese di acquacoltura che abbiano subito perdite riconducibili alla presenza di fauna selvatica nei cicli produttivi. In particolare, sono considerati ammissibili i danni verificatisi nei periodi compresi tra ottobre 2024 e marzo 2025 e tra ottobre 2025 e marzo 2026.
La misura non si limita alla compensazione economica immediata, ma si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare la stabilità del comparto. Tra gli obiettivi vi è anche la promozione di strumenti assicurativi per gli stock acquicoli, così da offrire alle imprese una maggiore capacità di gestione del rischio legato a eventi ambientali, climatici o sanitari.
L’intervento contribuisce alle linee strategiche del Piano Nazionale Strategico per l’Acquacoltura, con particolare riferimento al rafforzamento della competitività, alla sostenibilità delle produzioni e alla resilienza delle imprese.
Chi può partecipare e come presentare domanda
Possono accedere ai contributi le micro, piccole e medie imprese operanti nell’acquacoltura estensiva nei compendi ittici della Sardegna. Si tratta di realtà produttive che, per caratteristiche operative e ambientali, risultano particolarmente vulnerabili agli impatti della fauna selvatica.
La dotazione finanziaria complessiva dell’intervento è pari a 3.500.000 euro, risorse destinate a sostenere il comparto in una fase segnata da criticità legate sia a fattori naturali sia alle dinamiche di mercato.
Le domande di concessione e liquidazione del contributo dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il sistema informativo regionale SIPES. La finestra temporale per l’invio delle istanze si aprirà alle ore 10.00 del 27 aprile 2026 e si chiuderà alle ore 10.00 del 29 maggio 2026. Non saranno accettate candidature al di fuori di questi termini.
Il bando rappresenta un intervento mirato che riconosce il ruolo strategico dell’acquacoltura nell’economia regionale e la necessità di strumenti pubblici capaci di accompagnare le imprese nella gestione di rischi sempre più complessi, legati all’interazione tra attività produttive ed ecosistemi naturali.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to