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Agrobiodiversità, via alle domande 2026 per gli allevatori custodi: scadenza fissata al 15 maggio

15/04/2026

Agrobiodiversità, via alle domande 2026 per gli allevatori custodi: scadenza fissata al 15 maggio

La tutela dell’agrobiodiversità passa anche attraverso il lavoro quotidiano di chi conserva, alleva e tramanda varietà e razze che rappresentano un patrimonio prezioso per il territorio, per l’equilibrio degli ecosistemi e per la qualità delle produzioni. In questa direzione si colloca l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di sostegno e pagamento relative all’annualità 2026 dell’intervento SRA14 - ACA14 “Allevatori custodi dell’agro biodiversità”, il cui avviso sarà pubblicato sul sito istituzionale della Regione.

Il provvedimento riguarda una misura che punta a riconoscere e sostenere il ruolo degli allevatori impegnati nella conservazione delle risorse genetiche animali di interesse agricolo. Si tratta di un’attività che ha un valore che va ben oltre la dimensione produttiva, perché contribuisce alla salvaguardia della diversità biologica, alla tenuta delle economie rurali e alla continuità di pratiche zootecniche strettamente legate ai territori. In un contesto in cui la standardizzazione delle produzioni tende a ridurre la varietà genetica disponibile, interventi di questo tipo assumono una funzione strategica.

Domanda unificata e nuova organizzazione delle procedure

Per l’annualità 2026, l’assetto procedurale è stato definito dall’OP ARGEA attraverso le Istruzioni Operative n. 6 del 19 marzo 2026, che introducono una novità rilevante sul piano amministrativo. L’intervento “Allevatori custodi dell’agro biodiversità” confluisce infatti in un’unica domanda unificata, nella quale rientrano, oltre a questa misura specifica, anche gli interventi sotto forma di pagamenti diretti e quelli connessi allo sviluppo rurale.

La scelta di accorpare in un solo contenitore amministrativo diverse linee di intervento risponde all’esigenza di rendere più ordinato il rapporto tra beneficiari e sistema di gestione delle domande, riducendo la frammentazione degli adempimenti e offrendo un quadro procedurale più lineare. Per gli operatori del settore, questo passaggio rappresenta un elemento di semplificazione importante, soprattutto in una fase in cui la gestione delle misure di sostegno richiede attenzione ai tempi, coerenza documentale e piena conformità alle indicazioni degli organismi competenti.

Resta però centrale il rispetto delle modalità tecniche previste. La compilazione e la presentazione delle domande dovranno infatti avvenire esclusivamente in via telematica, rivolgendosi ai Centri Autorizzati di Assistenza Agricola (CAA) autorizzati da OP ARGEA. È un passaggio essenziale, che conferma il ruolo dei CAA come presidio operativo e tecnico per l’accesso alle misure regionali e nazionali rivolte al comparto agricolo e zootecnico.

Scadenza il 15 maggio e valore strategico della misura

Il termine fissato per la presentazione delle domande è il 15 maggio 2026. L’avviso specifica che la scadenza si intenderà automaticamente prorogata nel caso in cui successivi provvedimenti del MASAF o dello stesso OP ARGEA dispongano un differimento dei termini. Una previsione che tiene conto della natura coordinata del sistema amministrativo di riferimento e consente di allineare eventuali aggiornamenti normativi o organizzativi senza creare incertezze interpretative per i beneficiari.

Al di là del profilo tecnico, il senso della misura merita attenzione. Sostenere gli allevatori custodi significa investire in una funzione che conserva valore economico, ambientale e culturale insieme. Le razze locali e le risorse genetiche tradizionali non costituiscono soltanto una memoria del passato rurale, ma una componente viva della resilienza agricola, della sostenibilità dei sistemi produttivi e della capacità dei territori di differenziarsi attraverso qualità, adattamento e radicamento.

In questo quadro, l’apertura dei termini per il 2026 non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo, ma il rinnovo di un impegno pubblico verso quelle realtà che, spesso lontano dai grandi numeri della zootecnia intensiva, mantengono in vita patrimoni biologici altrimenti destinati a ridursi o scomparire. Il sostegno agli allevatori custodi si inserisce così in una visione più ampia, nella quale la biodiversità agricola non è trattata come elemento accessorio, ma come parte integrante della qualità dello sviluppo rurale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.